Daniel Mannini: il suo viaggio pittorico si intreccia con il fascino dei luoghi delle meraviglie

Daniel Mannini: il suo viaggio pittorico si intreccia con il fascino dei luoghi delle meraviglie

Daniel Mannini ha intrapreso con slancio ed entusiasmo un intrepido avvincente viaggio pittorico, che lo sta conducendo nei meandri e negli anfratti di una ricerca sperimentale intrisa e permeante di componenti allusivi e concettuali sottesi e di dinamiche narrative di sorprendente e prolifica visionarietà intrinseca. Alla luce di tali importanti obiettivi che sta via via raggiungendo con risultati davvero soddisfacenti, si è cimentato nella preparazione di sette nuove opere pittoriche, che fungono da accompagnamento simbolico e da filo conduttore ad un nuovo progetto artistico curato dalla Dott.ssa Elena Gollini e dedicato a sezioni di iscritti che raccontano dei luoghi delle meraviglie, quei contesti unici e strepitosamente coinvolgenti, che il mondo ci offre e ci esorta a visitare in modo attivo e partecipe, per immedesimarci in quelle epoche passate destinate a fare parte in maniera primaria della storia umana e della dimensione esistenziale. A tal riguardo, la Dott.ssa Gollini si è espressa rimarcando: “È nato un progetto artistico di notevole qualità sostanziale, che diventa un corollario di contorno e di cornice per dare risalto alla nuova produzione di Daniel, un circuito inedito e originale come impostazione e orchestrazione cromatica, volutamente improntato sull’uso del monocolore protagonista per ognuna delle sette opere designate come testimonial rappresentativo di questa sfida sperimentale. L’esito che Daniel ha ottenuto è decisamente interessante, è una sorta di chiave di svolta nella sua proiezione informale, che lo incita e lo sprona a mettersi sempre alla prova, essere sempre più intraprendente, sentire il bisogno di misurarsi con una pittura mai incatenata dentro uno schematismo predefinito e preconfigurato a priori. Trovo molto valido questo tipo di esercizio, anche per alimentare la naturale predisposizione di Daniel e la naturale aspirazione a individuare strade e sentieri alternativi e non ancora battuti. Il viaggio di Daniel equivale metaforicamente al viaggio, che ciascuno deve affrontare per godere appieno di questi luoghi magnifici, di questi luoghi incantevoli e indimenticabili, facendosi guidare dalla purezza assoluta delle sensazioni emozionali più travolgenti e sconvolgenti in senso positivo”. E ha poi concluso di argomentare sottolineando: “Il vero viaggiatore non si ferma soltanto all’apparenza visiva superficiale e marginale e allo sguardo fuggente e fugace, tantomeno si accontenta di un contatto spicciolo, ma cerca e trova quell’essenza di esclusività di approccio. Altrettanto fa il vero artista, che come Daniel diventa fautore e artefice di un proprio viaggio personale e soggettivo, discostandosi da quanto incontra a margine e addentrandosi senza riserve e senza limiti, per dimostrare in primis a se stesso la sua autentica vocazione creativa e la sua irrefrenabile aspirazione“.

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