La scelta statunitense di appoggiare l’Ucraina nel purtroppo ancora attuale conflitto che la vede contrapposta alla Russia, è considerata come una delle peggiori scelte di politica estera dal dopo guerra fredda a oggi. È chiaro come il sole inoltre che Joe Biden non voglia in alcun modo far concludere le ostilità. Per il presidente sarebbe un’aperta dichiarazione di fallimento del proprio mandato, cosa che non può permettersi in vista delle nuove elezioni. Il 25 luglio scorso, Robert Kennedy Jr., intervistato per Fox News da Sean Hannity, ha parlato di due temi fondamentali riguardanti il rapporto tra gli USA e la Russia. In primo luogo ha fatto presente che le promesse fatte a Mikhail Gorbachev, a seguito del crollo dell’Unione Sovietica, non siano state rispettate a posteriori. Fu promesso infatti che la NATO non avrebbe esteso la propria influenza al di là del confine dell’allora DDR e, laddove la Russia si prodigò a ritirare le proprie truppe da alcuni territori, le forze occidentali si sono comportate nel modo esattamente contrario e i fatti odierni non fanno che confermare come il blocco atlantico abbia fatto la parte del cosiddetto “oathbreaker” mantenendo così vividi gli storici contrasti tra le due superpotenze. L’altro tema trattato da Robert Kennedy Jr, è stato quello riguardante i cosiddetti accordi di Minsk. Nel 2014 infatti, fu orchestrato un colpo di Stato con Victoria Nuland, Sottosegretario di Stato per l’Europa con l’amministrazione Obama, nelle vesti di gran burattinaio. George Friedman invece, fondatore dell’impresa di servizi di informazione giornalistica globale STRATFOR lo ha definito un vero e proprio golpe. Fonte: https://strumentipolitici.it/american-thinker-il-conflitto-in-ucraina-sarebbe-dovuto-gia-finire-ieri/

