Che cosa sono i Mantra?

Non è semplice definire un termine così ricco e complesso come Mantra. Sotto il profilo etimologico, questa parola è composta dalla radice sanscrita man e dal suffisso tra, che possono essere tradotti rispettivamente con “mente” e “strumento”.
Un mantra può quindi essere inteso come uno strumento o un mezzo in grado di liberare, espandere la mente e non solo. Sappiamo che in moltissime epoche storiche, il suono è stato visto e considerato come un elemento dalla forte carica spirituale, capace di amplificare le energie universali e di agire a livello sottile.
Questo concetto è alla base di qualsiasi preghiera o formula utilizzata nelle varie correnti religiose, nelle celebrazioni rituali e comunitarie, ma anche nelle forme di devozione personali.
Dall’Occidente all’Oriente moltissimi popoli hanno fatto ricorso al suono come strumento importante per manifestare il loro credo e i loro valori spirituali. Persino presso i popoli primitivi, nelle culture antiche, il suono possedeva una valenza magica, essendo una vibrazione, una formula in grado di attivare dei processi energetici.
Aldilà delle implicazioni antropologiche legate a questo discorso, è bene sapere che per la filosofia orientale, ricorrere al potere insito nella ripetizione del mantra, equivale ad accedere all’energia vitale, ed entrare in stretto contatto col divino. Chi pratica yoga avrà recitato quasi certamente il mantra più noto, ovvero Om, non è vero?
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In generale possiamo affermare che i mantra possono dividersi in due gruppi. Nel primo gruppo si collocano quei mantra definiti “personali”. Si tratta di mantra che si riferiscono all’aspetto personale della divinità, quindi legati alla sua manifestazione sulla terra. Per esempio, molti potrebbero conoscere il mantra Hare Krishna.
In un secondo gruppo possono essere inscritti tutti quei mantra che si riferiscono all’aspetto più trascendentale del Divino. Appunto, secondo questa concezione, tutto nel mondo è espressione della Divinità, tutto partecipa a questo movimento energetico. L’energia vibra e proprio la sillaba Aum, rappresenta il suono primordiale, è legato alla creazione e com’è semplice immaginare è il mantra per eccellenza.
La nozione di mantra ha origine dalle credenze religiose dell’India e rappresenta un aspetto importante delle culture religiose che vanno sotto il nome di Vedismo, Brahmanesimo, Buddhismo, Induismo, Giainismo, Sikhismo. Per il tramite della corrente buddhista, la cultura del mantra ha varcato i confini indiani raggiungendo gran parte del territorio asiatico.
Un mantra possiede una sua efficacia che è direttamente legata all’intonazione. Un mantra potrebbe infatti perdere la sua valenza intrinseca a causa di una scorretta pronuncia, o, meglio, intonazione. Appunto, pronunciare un mantra è un’azione che in sanscrito viene chiamata uccāra, mentre il termine che indica ripetizione rituale è japa. Quando sentiamo invece parlare di akṣamālā significa che si fa riferimento al rosario che accompagna la pronuncia del mantra.