Aprile 19, 2026

Ottenuto da coltivazioni biologiche. Quante volte avete letto questa frase su una confezione di un alimento, accompagnato da un simbolo di una foglia verde? Negli ultimi due/tre anni sicuramente tantissime volte.

Le aziende agricole, e non solo, stanno convertendosi al biologico perché il mercato glielo chiede. I consumatori sono molto più attenti a quello che acquistano e hanno sempre di più un occhio di riguardo verso l’ambiente.

Da un documento redatto dal sistema d’informazione Nazionale sull’agricoltura biologica, nel 2018 il terreno che è stato coltivato biologicamente ha raggiunto quasi 2 milioni di ettari e gli operatori che hanno abbandonato i prodotti chimici sono quasi 80.000.

Le zone con maggiore estensione di terreno coltivato biologicamente si trovano in Calabria, Puglia, Sicilia ed Emilia-Romagna. Queste quattro regioni compongono il 51% di tutta superficie biologica in Italia, mentre le aziende agricole biologiche sono il 6,1% di tutte le aziende agricole.

Sono dati che fanno ben sperare per avere degli ottimi prodotti da portare sulla tavola e di avere sempre più terreni senza la contaminazione dei prodotti chimici.

A questi numeri bisogna poi aggiungere i terreni e le aziende che sono in attesa di conversione, che di solito dura due/tre anni. Il periodo di conversione è quel lasso di tempo che passa dalla presentazione della domanda per ottenere la certificazione biologica e l’effettivo riconoscimento da parte di un organismo di controllo.

Gli anni richiesti per la conversione servono al terreno per “disintossicarsi” dagli agenti chimici a cui prima erano sottoposti e al processo di produzione di mettersi in regola.

Quando si pensa alla parola biologico, si pensa quasi esclusivamente al prodotto agricolo destinato al mercato alimentare e in questo vengono compresi anche gli integratori alimentari che devono contenere almeno il 95% di ingredienti che provengono da origine agricola o animale di derivazione biologica.

Ma come si ottiene la certificazione biologica?

Oltre che a rendere il pianeta più vivibile e ad offrire un prodotto meno trattato, certificarsi biologico, serve anche come mossa di marketing, un modo per promuovere il proprio marchio nel marasma del mercato.

L’azienda che vuole ottenere il certificato di biologico, deve inviare una domanda all’Organismo di controllo che dopo la ricezione effettuerà dei sopralluoghi ispettivi.

Dopo le ispezioni l’Organismo di controllo redigerà un documento che conterrà le informazioni necessarie per avviare l’iter di certificazione. Quando l’azienda verrà ammessa al registro delle aziende certificate, si avvieranno dei controlli periodici da parte dell’ente certificatore per controllare lo stato di mantenimento dell’idoneità.

Da quel momento l’azienda potrà applicare il logo di Certificazione Biologico su tutte le confezioni e utilizzarla nella loro pubblicità.

Molte aziende agricole che vogliono avviare l’iter per ottenere la certificazione biologica, non avendo reparti interni che possono seguire questa lunga procedura burocratica, si affidano a degli specialisti che possono supportarli nello studio di fattibilità, nella scelta dell’organismo di controllo, nel tenere i contatti con gli enti accreditati e nella preparazione e presentazione della documentazione necessaria.

Alcuni consulenti possono anche supportare le aziende agricole nelle fasi dell’etichettatura degli alimenti e della preparazione grafica dei loro imballaggi.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *