Maggio 22, 2024

Caldaie a condensazione: consigli di acquisto e installazione

La capacità delle caldaie a condensazione di fornire maggiori rendimenti energetici rispetto alle caldaie tradizionali, ha fatto sì che questo tipo di caldaia negli ultimi anni si diffondesse in maniera esponenziale. Inoltre l’entrata in vigore il 26/09/2015 delle nuove leggi europee sulla progettazione assistita e sui rendimenti energetici dei sistemi di riscaldamento e climatizzazione, che tra le altre cose dispone che le uniche caldaie a camera stagna a poter essere d’ora in poi costruite saranno solo quelle a condensazione, darà alla diffusione di questo tipo di caldaia una forte spinta verso l’alto.
Altro fattore che ne ha sempre più aumentato la diffusione è che dato dai prezzi delle caldaie a condensazione stesse, che hanno avuto un calo costante e continuativo, sia grazie ad economie di scala dovute al sempre più alto numero di pezzi prodotti, sia alle soluzioni introdotte dai diversi costruttori per contenere i costi di produzione.
Data la grande diffusione delle caldaie a condensazione può quindi essere utile un veloce compendio di alcune delle questioni essenziali da conoscere prima di installare una caldaia di questo tipo.
Per quanto riguarda la scelta della caldaia una delle caratteristiche al riguardo più importanti è la potenza, dato che deve essere tale da soddisfare i bisogni dell’ambiente. Si faccia però attenzione che le grandi potenze sono necessarie quasi solo esclusivamente per il riscaldamento dell’acqua sanitaria, dato che per questa vi è bisogno di grandi quantità in tempi brevi, al contrario di quella del riscaldamento, per cui i tempi sono molto più lunghi, essendo questa, in pratica, riciclata di continuo. Un’altra caratteristica fondamentale è il range di modulazione, di quanto è cioè possibile abbassare a piacere la potenza della caldaia. Più questo è ampio, più i consumi vengono ridotti.
Altri importanti elementi a cui fare attenzione sono le dimensioni del vaso di espansione: più sono ampie più è lunga la sua durata e l’eventuale presenza della funzionalità “acqua comfort” che garantisce dai 4 ai 6 litri di acqua sanitaria preriscaldata sempre disponibile. Il sistema antigelo può essere un altro elemento da considerare, nei casi i cui la caldaia venga installata all’esterno. Infine una buona centralina termoclimatica integrata, o anche separata, accoppiata eventualmente ad una sonda per la rilevazione della temperatura esterna, può essere, specialmente nei climi più freddi, una ottima caratteristica per diminuire al massimo i consumi.
Riguardo invece all’installazione della caldaia a condensazione, se questa viene installata all’esterno è essenziale che sia una caldaia appositamente progettata per lavorare all’esterno. In alternativa è possibile utilizzare in esterni una caldaia per interni, ma solo se la si inserisce in un apposito mobiletto che la difende dall’aggressione degli agenti atmosferici. Diversamente si rischia di ridurre la vita della caldaia di un tempo che può andare dai cinque ai dieci anni,
Per l’installazione è anche importante la questione dello scarico dei fumi. Le alternative disponibili sono tre: scarico a parete, scarico a tetto e scarico in canna fumaria. E’ importante sapere che lo scarico a parete, e cioè nelle dirette prossimità della caldaia stessa, è attualmente permesso dalla normativa solo nei casi in cui si dimostra impossibile un’altra soluzione, oppure se l’immobile in questione è un edificio storico incompatibile con lo scarico a tetto o infine nei casi di sostituzione di impianti esistenti anteriormente al 1 Settembre 2013. In ogni caso, l’utilizzo dello scarico a parete è consentito solo per caldaie che abbiano una classe energetico quattro o cinque stelle.
Sempre riguardo allo scarico bisogna infine avere presente che nel caso di utilizzo di una canna fumaria collettiva, questa deve essere stata appositamente costruita per il passaggio dei fumi di condensazione. In alternativa è necessario fare passare dei tubi di materiale plastico, tipo PVC, all’interno della canna fumaria collettiva, in modo che i fumi acidi di condensazione raggiungano l’uscita sul tetto, senza intaccare le pareti della canna fumaria stessa.

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