Finora la banca di Russia era riuscita a non toccare il proprio costo del denaro, ma oggi anche lei si è dovuta piegare agli effetti devastanti della diffusione della pandemia. Questa mattina infatti la Bank Rossii ha deciso di sforbiciare il tasso di interesse al 5,5%, lasciando inoltre la porta aperta a ulteriori riduzioni in futuro.
L’ultimo intervento risaliva alla fine dello scorso anno. Con quello odierno salgono a 7 i tagli dei tassi della Russia nell’ultimo anno. Prima di mantenere il tasso stabile al 6% a marzo, la banca centrale aveva emesso sei tagli consecutivi. A determinare questa svolta è stata soprattutto la fortissima discesa del prezzo del petrolio, che è uno dei punti cardine dell’economia russa.
I moviti della decisione della Banca di Russia
Il crollo dell’oro nero potrebbe peraltro indurre una spirale deflazionistica, come ha evidenziato la setssa Bank Rossii. “Dall’ultima riunione del Consiglio di amministrazione la situazione è cambiata radicalmente“, si legge nel comunicato della Banca. Proprio per questo l’intento dell’istituto centrale è combattere la pandemia di coronavirus con interventi significativi.
La mossa della banca centrale russa non ha inciso granché sull’andamento della valuta nazionale, il Rublo. Il cambio dollaro-rublo (USDRUB) infatti rimane stabile attorno quota 74, anche se continua ad essere sopra la media mobile trading online. Va detto che in realtà il driver principale di questo cambio attualmente è il prezzo del petrolio, che dopo il lunedì nero è rimbalzato.
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Previsioni e dati sull’economia russa
Nel meeting di oggi la Banca di Russia ha anche rivisto alcune previsioni riguardo inflazione e crescita. I prezzi al consumo dovrebbero crescere al 3,8% nel 2020, quindi sotto al target del 4%. Il PIL invece diminuirà tra il 4% e il 6% nel 2020. Proprio riguardo ai prezzi, va detto che oggi sono stati resi noti gli ultimi dati su quelli alla produzione, calati del 3,2% annuo, in ulteriore peggioramento rispetto al precedente declino dell’1,2% (0,7% la flessione di gennaio) e nel settimo mese consecutivo di contrazione.
