Dopo aver perso circa il 20% del proprio valore in borsa nel primo semestre dell’anno, le azioni Tesla hanno messo in fatto un impressionante recupero, che negli ultimi 30 giorni tocca il 50%. E gli acquisti sulla casa automobilistica di Elon Musk sembrano non essere finiti ancora.
La corsa agli acquisti
Soltanto nei primi 10 giorni di questo mese di luglio, le azioni Tesla hanno guadagnato più 25% (fonte dati Pocket Option link). E’ come se all’improvviso il mercato si fosse accorto del grande potenziale dell’azienda produttrice di veicoli elettrici, premiandola con un fiume di acquisti.
In particolare, la svolta si è concretizzata dopo che sono stati pubblicati i dati sulle consegne relativi al secondo trimestre. Se quelle riguardanti i primi tre mesi dell’anno avevano deluso notevolmente, abbassando di conseguenza le aspettative anche per il secondo trimestre, quest’ultimo si è rivelato molto più forte del previsto.
Il buonumore è stato poi alimentato anche dalle previsioni ottimistiche circa l’aggiornamento sui Robotaxi che arriveranno il mese prossimo.
I prossimi eventi clou
Al momento lo scenario più probabile è che gli acquisti continueranno ancora, ma un appuntamento importante è in calendario il 23 luglio, giorno in cui verranno pubblicati i risultati trimestrali a mercati chiusi. Secondo diversi analisti lo sviluppo di auto elettriche a prezzi più contenuti potrebbe essere un ulteriore volano per la crescita (e quindi spingere gli acquisti in Borsa).
Un altro appuntamento importante ci sarà pochi giorni dopo, ossia l’8 agosto. Tesla dovrebbe infatti fornire degli aggiornamenti sui suoi Robotaxi, che da molti analisti sono considerati come una grande occasione di crescita per l’azienda automobilistica.
Opinioni degli analisti
Riguardo alle previsioni tuttavia gli analisti sembrano essere discordi. Il sentiment di fondo sicuramente rialzista, e anche dal punto di vista tecnico le azioni Tesla spingono agli acquisti (osservando l’oscillatore stocastico trading). Tuttavia alcuni esperti manifestano un certo scetticismo, legato per lo più alla riduzione dei margini dei guadagni e alla lenta crescita delle vendite.

