Luglio 17, 2026

Inflazione stabile, la BCE decide di lasciare i tassi invariati

Non sono arrivate sorprese dalla riunione di politica monetaria della BCE. L’istituto di Francoforte conferma il tasso di interesse principale al 2% per il secondo meeting consecutivo, visto che l’inflazione resta attorno all’obiettivo del 2% e che il percorso disinflazionistico – come ha sottolineato Lagarde – è terminato.
In precedenza, la Eurotower aveva effettuato tagli per 200 punti base (a partire dal giugno dello scorso anno).

Dati e prospettive sull’inflazione

BceGli ultimi report sull’inflazione sono stati confortanti, e secondo gli esperti della Eurotower dovrebbe rimanere in media al 2,1% nel 2025, all’1,7% nel 2026 e all’1,9% nel 2027. Si tratta di una revisione leggermente più alta rispetto a quella precedente. Invece le prospettive riguardo all’inflazione core restano quasi identiche alle stime precedenti (2,4% nel 2025, 1,9% nel 2026 e 1,8% nel 2027).
Per questo motivo la BCE ha deciso di lasciare il tasso di interesse principale al 2%, quello di rifinanziamento principale al 2,15% e quello sui rilasci marginali al 2,40%.

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Le previsioni riguardo alla crescita

La crescita economica del blocco dovrebbe attestarsi intorno all’1,2% nel 2025, meglio della stima fatta a giugno (0,9%). Per il 2026 invece risulta lievemente inferiore, all’1,0%, mentre per il 2027 resta invariata, all’1,3%.
Riguardo all’impatto dei dazi, la presidente BCE Lagarde ha evidenziato che “l’incertezza dalla situazione commerciale si è attenuata da giugno“. Ad ogni modo, l’istituto di Francoforte prenderà la prossime decisioni vota dopo volta in base dei dati in arrivo, senza impegnarsi su un percorso prestabilito.

La reazione del mercato

Dopo la riunione della BCE, il cambio EURUSD è leggermente salito verso 1,174, ma resta sempre attaccato a una delle medie mobili più usate, ossia la Ema50. In realtà questo movimento è dovuto al calo del dollaro, dopo che i dati sull’inflazione negli Stati Uniti hanno consolidato le aspettative di tagli da parte della FED. I mercati ne scontano quasi completamente tre fino a fine anno, a partire da settembre.

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