Il mese di settembre comincia con una chiusura in ordine sparso sui mercati azionari del vecchio continente. Va sottolineato tuttavia che gli scambi sono avvenuti senza la bussola offerta da Wall Street, che oggi era chiusa per la festività del Labour Day.
Il bilancio dei mercati azionari
Quello milanese è stato tra i mercati azionari più performanti del giorno. L’indice FTSE MIB chiudi con un progresso dello 0,51% superando quota 42400 punti base.
Il resto d’Europa ha chiuso la prima seduta del mese con un bilancio ondivago. Il Ger 40 DAX di Francoforte termina con un guadagno dello 0,49%, mentre Parigi si ferma a +0,05%. Poco meglio fa il listino di Londra, che chiude a +0,09%. Perdono qualche decimo le piazze di Madrid e Amsterdam.
I singoli titoli
La regina dei mercati azionari è stata Leonardo, in guadagno del 4,5% grazie alla notizia che il jet su cui viaggiava Ursula Von der Leyen è stato costretto a un atterraggio con mappe cartacee a causa delle interferenze al GPS, secondo diverse fonti dovuto a un attacco russo. Un analogo sprint lo ha avuto anche un altro titolo della difesa, sulla Borsa di Francoforte, ossia Rheinmetall (+3,5%).
Tornando a Milano, gli altri titoli brillanti sul mercato azionario sono stati Telecom +3,3% e diverse banche, a cominciare da Popolare di Sondrio che guadagna 1,8%. Performance positiva anche per Buzzi e Ferrari. Si sono mossi in controtendenza Campari -1,4%, Terna -1,19% e Diasorin -0.93%.
Gli altri mercati
Sul fronte valutario non ci sono stati grandi movimenti, anche se la maggior parte delle valute ha potuto guadagnare leggermente terreno rispetto al Dollaro USD.
Invece avanza notevolmente l’oro, visto il contesto generale che presenta ancora molte incognite, avvicinandosi al record di 3500 dollari che toccò ad aprile. Si sta inoltre creando una broadening formation. In progresso il prezzo del petrolio, anche se i principali benchmark di mercato rimangono distanti dalla soglia dei 70 dollari per barile. Il Bitcoin intanto rischia di perdere i 110.000 dollari.

