Lo scorso fine settimana i mercati finanziari hanno potuto festeggiare una notizia molto attesa. Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo per abbassare le tariffe rispettivamente al 10% e al 30% per un periodo di 90 giorni, inviando così un forte segnale di de-escalation nella battaglia commerciale. Tutto questo potrebbe avere un impatto importante sulle rispettive valute, con lo Yuan cinese che, secondo gli analisti di Goldman Sachs, potrebbe guadagnare molto terreno rispetto al dollaro.
Gli scenari recenti delle due valute
Nelle ultime settimane il rapporto di cambio tra il dollaro e lo yuan era sceso notevolmente, anzitutto a causa della debolezza della biglietto verde. Ma ha giocato un ruolo anche la banca popolare della Cina, che ha favorito questo deprezzamento della valuta nazionale, così da sterilizzare in parte gli effetti negativi dei dazi commerciali di Trump, secondo una strategia spread trading forex.
Questo scenario ribassista potrebbe accelerare secondo gli analisti di Goldman Sachs, che vedono il rapporto tra le due valute in discesa fino a 7,1 entro 6 mesi, e poi verso quota 7 nell’arco dei prossimi 12 mesi. Ossia il valore che il rapporto di cambio aveva prima dell’elezione di Trump.
L’economia cinese e le tariffe commerciali
Secondo gli analisti, i dazi statunitensi non provocheranno ulteriori danni all’economia cinese, come invece si era verificato negli ultimi tempi. Gli ultimi dati avevano mostrato che la deflazione dei consumatori si è estesa per il terzo mese consecutivo ad aprile. Intanto i politici cinesi hanno annunciato nuove misure di stimolo per l’economia. Tutto questo potrebbe favorire uno slancio dell’economia del Dragone e in definitiva un apprezzamento della sua valuta nazionale, come sottolineano gli analisti dei broker opzioni binarie Italia.
La rimozione dei dazi consentirà inoltre alla Cina di riprendere vigore nel suo export, evitando una crisi industriale soprattutto in quei settori che sono legati in maniera forte agli acquisti da parte degli Stati Uniti.

