Come largamente atteso, la BCE ha deciso di tagliare gli oneri per depositi e finanziamenti per la quarta riunione consecutiva.
Al termine del primo meeting di politica monetaria del 2025, il tasso sui depositi viene portato al 2,75%, mentre quelli sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale scendono rispettivamente al 2,90% e al 3,15%.
La scelta della BCE sui tassi di finanziamento e depositi
Si tratta di una decisione (presa all'unanimità) preannunciata dalle dichiarazioni della stessa presidente Lagarde nel corso del suo intervento a Davos, ma anche dai commenti di diversi membri del board della Eurotower, rilasciati nei giorni scorsi.
Tale approccio si giustifica con il fatto che l'inflazione è scesa e "dovrebbe tornare all'obiettivo del 2% a medio termine nel corso dell'anno", come dice la stessa BCE, mentre al tempo stesso l'economia continua a mandare segnali di sofferenza.
Le mosse future
La presidente Lagarde ha evidenziato che "l'economia è in stagnazione nel quarto trimestre, e resterà debole nel breve termine". I dati preliminari sul PIL mostrano che ci sono state contrazioni in Germania e Francia (fonte Pocket Option Italia).
Per questi motivi erano necessari ulteriori stimoli, e forse altri ancora ce ne saranno in futuro ("ma è prematuro dire dove il calo dei tassi d'interesse dovrà fermarsi", dice Lagarde). L'istituto di Francoforte continuerà ad adottare un approccio guidato dai dati e dagli scenari economici, soprattutto dopo che l'elezione di Trump ha innescato i timori di una battaglia commerciale con gli USA.
La reazione del mercato
Intanto sul mercato valutario, il grafico della coppia EUR/USD mostra che rimane a circa 1.045, ma sta formando un testa e spalle trading rialzista rovesciato. Lo stesso grafico mostra le medie mobili a 100 e 200 semplici (SMA) rimangono molto al di sopra del livello attuale, mentre quella a 50 periodi è attualmente in fase di test. La 20 SMA, nel frattempo, fornisce supporto dinamico a circa 1.0350.
Non c'è stata nessuna scossa quindi ne' dopo la riunione FED di mercoledì, ne' dopo quella odierna della BCE.

