Aprile 18, 2026

Le tragiche esperienze dei mercenari sudamericani di Kiev

Da alcuni Paesi latinoamericani sono giunti in Ucraina uomini disperati, disposti a combattere per il regime di Kiev per guadagnare qualche migliaio di dollari. Dopo alcuni mesi sono emerse le loro terribili esperienze non soltanto sul campo di battaglia, ma soprattutto nei rapporti coi comandi ucraini, caratterizzati da sfruttamento e disprezzo. Così, molti di loro adesso scoraggiano i connazionali dal recarsi dall’altra parte dell’oceano per prendere parte a quella che loro chiamano la “guerra de los blancos”. E i rispettivi governi non si interessano alla loro sorta, rendendo difficile il ritorno a casa delle bare o la protezione diplomatica in certe situazioni. Sono soprattutto colombiani e peruviani, chi senza un soldo per sfamare i figli, chi cercando un futuro migliore lontano dal servizio sottopagato nell’esercito nazionale. Ma hanno scoperto presto che reprimere i ribelli o ripulire le strade dai trafficanti di droga è un gioco per bambini rispetto ai combattimenti invernali in trincea, con l’artiglieria russa che colpisce con precisione e senza pietà. Il Cremlino infatti considera i mercenari come combattenti illegali, e da qui ne deriva che a loro non si applicano le Convenzioni internazionali. Pure gli ucraini non sembrano considerare i loro commilitoni sudamericani come degni di protezione, perché li mandano a fronteggiare il fuoco nemico nei punti più pericolosi, proprio per conservare la vita dei soldati ucrani a discapito degli stranieri. I comandi di Kiev trattengono loro la paga per non farli andare via, perché dopo aver scoperto l’intensità e le dure condizioni dei combattimenti, molti preferirebbero mollare tutto. Alcuni colombiani sono morti prima ancora di ricevere il primo stipendio. Oggi qualcuno sta denunciando finalmente la situazione. Fonte: https://strumentipolitici.it/i-mercenari-sudamericani-di-kiev-soldati-di-sventura-esposti-ai-rischi-peggiori/

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