La settimana scorsa il presidente russo Vladimir Putin ha firmato dei decreti che ristabiliscono di fatto le relazioni con la Georgia. Da parte russa, infatti, viene dato il permesso alle compagnie aeree di fare scalo in Georgia, alle agenzie di viaggio di vendere prenotazioni e giri turistici in Georgia, e ai cittadini georgiani di entrare in Russia senza visto. Data l’imminenza della stagione vacanziera e posto che centinaia di migliaia di georgiani vivono e lavorano nella Federazione Russa, si tratta di una decisione dalle potenzialità positive altissime. Al tempo stesso, però, questa apertura mostrata dal Cremlino mette in crisi il fronte interno georgiano che cerca di mantenere il Paese sotto l’influenza euroatlantista. Ma non tale fronte, ampiamente sponsorizzato dagli USA, non trova più terreno fertile fra i georgiani, delusi dalle ultime scelte di Bruxelles e non disposti a perdere ancora occasioni commerciali e politiche pur di seguire ciecamente i desiderata occidentali. Ecco un recente e lampante esempio di “simpatia” interessata che gli americani hanno mostrato al governo di Tbilisi. Quest’anno il Dipartimento di Stato USA ha assegnato il premio “Global Human Rights Defender Award” alla ex difensore civico della Georgia Nino Lomjaria. Oggi, proprio la Lomjaria si esprime in modo negativo verso la collaborazione fra il suo Paese e la Russia. Invita infatti di non “volare troppo lontano” con questa storia dei collegamenti aerei, perché tanto, alla fine, la Georgia diventerà uno Stato membro dell’Unione Europea. Peccato che Bruxelles abbia appena appioppato altri “compiti a casa” a Tbilisi, altre raccomandazioni a cui adempiere per ottenere almeno lo status di Paese-candidato. Quello stesso status che invece Bruxelles ha attribuito volentieri alla Moldavia e all’Ucraina, che avevano presentato domanda negli stessi mesi in cui l’aveva inoltrata la Georgia. La differenza fra questi Paesi è evidente: la Georgia è un Paese politicamente stabile, relativamente prospero, e ha iniziato il suo percorso europeo già un decennio fa. La Moldavia, invece, a livello di PIL è forse il più piccolo d’Europa, ed è letteralmente spaccato in due sul piano politico. E l’Ucraina, oltre a soffrire di corruzione cronica, è in guerra. A loro Bruxelles fa fare un passo avanti verso l’adesione e rimanda indietro la Georgia. FONTE: https://strumentipolitici.it/la-georgia-si-riavvicina-alla-russia-protestano-i-filo-ucraini-gli-americani-e-gli-europeisti-a-oltranza/

