Valentina De Nicolo’ “L’eroe in camice bianco”…

Valentina De Nicolo’ “L’eroe in camice bianco”…

Intervista alla Dottoressa Valentina De Nicolò, Ufficiale Medico e autrice del romanzo “Eroe in camice bianco” Intermedia Edizioni.

 

Dov’è possibile acquistare questo meraviglioso libro?

Il libro è acquistabile e prenotabile in molte librerie e disponibile online sul sito della casa editrice https://www.intermediaedizioni.it/home/1079-eroe-in-camice-bianco-romanzo.html

sulla piattaforma AMAZON, https://www.amazon.it/CAMICE-BIANCO-Romanzo-Valentina-Nicol%C3%B2/dp/8867862804/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&dchild=1&keywoerds=eroe+in+camice+bianco&qid=1617877073&sr=8-1

LIBRERIA UNIVERSITERIA https://www.libreriauniversitaria.it/eroe-camice-bianco-nicolo-valentina/libro/9788867862801

inoltre acquistabile sulle piattaforme IBS e LA FELTRINELLI.

 

Capitano, lei ricopre un ruolo importante, sia in Patria che nelle missioni internazionali. Quando inizia il suo percorso per divenire un Ufficiale Medico e quando nasce in lei la motivazione?

Era il 2010 e frequentavo l’ultimo anno di Liceo quando decisi di concorrere per la selezione del Corpo Sanitario del 192° corso dell’Accademia di Modena. Una voce dentro me mi suggeriva che quella sarebbe stata la mia strada e iniziai ostinatamente a tentare di percorrerla. A 18 anni si sa ben poco di quanto può essere arduo un percorso a cui si aspira e che si sceglie di intraprendere ma si ha quella forte tenacia che permette di lottare ogni giorno senza guardarsi mai indietro; quella forte ambizione che permette di non desistere mai! Volevo realizzare il sogno di quando ero bambina, quando invece che giocare con le bambole immaginavo di avere a che fare con tanti pazienti, prescrivevo ricette e impostavo terapie con farmaci pubblicizzati in televisione…

Volevo anche, tuttavia, spendere la professionalità e dare il mio contributo a 360°, prestando il mio servizio anche lì dove un medico civile non va, lì dove la nostra figura è così preziosa e tutto è più difficile rispetto al territorio nazionale.

 

Il suo romanzo “Eroe in camice bianco” nasce come tributo a tutti i sanitari che si sono infettati svolgendo la propria professione; un gesto simbolico ed encomiabile. Ha sempre avuto la passione per la scrittura e il sogno di fare la scrittrice? Quale messaggio vuole dare all’interno del libro?

Sin da bambina mi piaceva scrivere dei pensierini che conservo ancora oggi gelosamente. Non sono una scrittrice professionista ma ritengo che la scrittura sia una delle più belle possibilità artistiche che permetta di fissare nel tempo emozioni, pensieri, esperienze, gioie e sofferenze. Uno scritto è un respiro dell’anima; è la capacità di disinnescare conflitti interiori e dare profonde motivazioni a tutti coloro che sono alla ricerca di un senso profondo della vita. Ho scritto questo romanzo non solo come medico e come paziente, nel tentativo di onorare professionalità, competenze e valori che tanti sanitari hanno dimostrato durante l’emergenza pandemica; ma innanzitutto come persona che, nella catastrofe pandemica, voleva dare un senso e un ricordo alle tante morti inopportune e alle tante sofferenze a cui molti sono stati sottoposti. Di fatto credo che ognuno di noi sia una parola che può raccontare la storia della nostra umanità… Ho impresso su carta un racconto, sottoforma di una sorta di diario dove realtà e artificio letterario si intrecciano, perché volevo fissare nel tempo ciò che la pandemia stava provocando interiormente in me: momenti di sofferenza e sconforto a cui facevano da contrappunto molti altri di solidarietà e speranza che vorrei facessero da monito per le future generazioni. La pandemia ha creato, infatti, scompensi relazionali e sanitari ma questo non ha impedito a tutto il personale sanitario nazionale di agire con decisione nella lotta al virus. Il messaggio che il racconto vuole lanciare è di speranza. La nostra Italia nella sanità non è stata seconda a nessuno a livello mondiale. Al di là delle nostre fragilità abbiamo dimostrato grande coraggio e capacità di affrontare una crisi che ha colpito il mondo intero…

 

Chi è l’eroe in camice bianco protagonista del suo romanzo?

Il protagonista del romanzo, il Dott. Belli, è un esempio di professionalità, competenza, altruismo e tenacia e rappresenta l’emblema del medico che durante la pandemia da COVID-19 non si è sottratto al sacrificio e alla fatica, creando con i pazienti un rapporto empatico fuori dal comune. Ha affrontato con coraggio e costanza le lunghissime giornate in corsia, guardando in faccia la morte e combattendola fino all’ultimo istante, facendo parte di quella schiera di soldati disarmati che non amano i riflettori, la ribalta e la spettacolarizzazione del proprio lavoro ma preferiscono continuare ad essere persone ignote, celate nel segreto della propria professione…

 

Anche molti medici militari sono stati impiegati in supporto alla sanità civile. Come ha contribuito il Policlinico Militare “Celio” e la Forza Armata e nella lotta al Coronavirus?

Il contrasto all’epidemia ha visto il Policlinico Militare inserito a pieno titolo nel dispositivo nazionale di risposta all’emergenza in sinergia con i diversi Sistemi Sanitari Regionali. Riconvertito in tempi rapidissimi in Covid Hospital è stato, infatti, da subito inserito nella rete nazionale anti Covid quale riferimento delle strutture sanitarie del Centro Italia, garantendo 100 posti letto di degenza ordinaria e 52 posti di sub-intensiva/intensiva. Altri 50 posti letto sono stati predisposti presso il Centro Ospedaliero Militare di Milano e molti altri presso le strutture sanitarie campali (ospedali da campo) dislocati a Barletta, Cosenza, Aosta e Perugia. Su iniziativa del Ministro della Difesa la Forza Armata ha inoltre condotto l’Operazione Igea per sostenere l’attività di screening e analisi dei tamponi a supporto del Sistema Sanitario Nazionale con la costituzione di molteplici Drive-Through-Difesa. Successivamente, su richiesta della Struttura Commissariale, il Comando di Vertice Interforze della Difesa ha inoltre avviato l’Operazione EOS che ha garantito la pronta distribuzione delle dosi vaccinali e la costituzione di numerosi Presidi Vaccinali Difesa Fissi e Mobili che hanno permesso di estendere la campagna vaccinale anche nelle località più difficili da raggiungere con team impiegati nelle vaccinazioni domiciliari a favore della popolazione civile.

Ufficio Stampa MP di Salvo De Vita.