Luglio 22, 2024

La chiamano la Food Valley d’Italia e non a caso. In provincia di Parma nascono alcuni dei prodotti alimentari che tutto il mondo ci invidia. Qualche nome? Il Parmigiano Reggiano e il Prosciutto di Parma, il Culatello e il Salame di Felino, lo Strolghino e la Spalla Cotta. Li conosci tutti? Se hai qualche dubbio, leggi le prossime righe.
Fra le tante specialità alimentari di Parma e dintorni, il primato di prodotto più noto spetta al Parmigiano Reggiano. Il Parmigiano è un formaggio DOP (Denominazione di Origine Protetta) a pasta semidura fatto con il latte vaccino. Pochi ingredienti – oltre il latte solo sale, caglio e siero innesto -, una lavorazione a regola d’arte e una stagionatura tutta naturale, mai inferiore a 12 mesi. Così nasce un capolavoro di gusto, nonché un vero toccasana per la salute. Sì, perché il Parmigiano Reggiano, se mangiato senza eccessi, è una riserva di energia e di elementi altamente nutritivi. Per questo dietisti e nutrizionisti consigliano di inserire il Parmigiano nella dieta quotidiana di tutti, bambini, adulti e anziani.
Il Parmigiano Reggiano è un prodotto realizzato solo nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena e in parte di quelle di Bologna e Mantova.
Il Prosciutto di Parma è il salume che più di tutti ha portato il nome della città ducale nel mondo. Lo si fa con la coscia del suino adulto nazionale, mondata delle parti di grasso in eccesso. Il Prosciutto di Parma DOP è dolce al punto giusto. Il segreto di tanta bontà sta nella stagionatura, mai inferiore ai 12 mesi, realizzata in ambienti appositi, freschi e ventilati, mantenuti in condizioni naturali di umidità e temperatura.
Molti credono che Prosciutto di Parma e Culatello siano pressoché identici. Niente di più sbagliato. Anche se sono ricavati entrambi dalla coscia del suino adulto nazionale, i due salumi si differenziano per il tipo di taglio. Per fare il prosciutto crudo si lavora la coscia intera; nel caso del Culatello, invece, si usa solo la parte più pregiata e tenera della coscia del maiale, ossia quella interna e posteriore. Ecco perché il Culatello di Zibello DOP è noto come il “re dei salumi”.
E cosa dire del Salame di Felino? Dalla forma cilindrica e allungata, è fatto con le carni suine macinate; dopo la lavorazione, viene inserito nel budello dell’animale. La stagionatura non deve essere eccessiva, altrimenti si rischia di pregiudicare la qualità del salume. Il Salame di Felino è un prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta).
Simile al Salame di Felino, ma non uguale, è lo Strolghino. Dietro questo nome si cela un piccolo salame fatto con le carni ricavate dalla rifilatura del Culatello. Lo Strolghino è un salume da mangiare giovane; è ideale per accompagnare un aperitivo. La sua carne è magra e pregiata. Taglialo a fette un po’ spesse e abbinalo a qualche scaglia di Parmigiano Reggiano e a un vino fresco e delicato, fermo o frizzante, per esempio una Malvasia dei Colli di Parma.
Ultima ma non ultima, la Spalla Cotta è un prodotto tipico di San Secondo, paese della Bassa Parmense a pochi minuti dal capoluogo. Non si tratta di prosciutto cotto. La Spalla Cotta è fatto a partire dalla scapola del maiale. Una volta finito, il salume è dolce e un poco speziato. In provincia di Parma, è d’obbligo assaggiare la Spalla Cotta con la torta fritta, piatto tipico emiliano, noto anche come gnocco fritto, rettangoli di pasta fritti nell’olio bollente.
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