Il mito della Vespa è praticamente nato assieme al veicolo. Già negli ultimi mesi del 1946, dopo la presentazione dei primi modelli in giro per le città d’Italia, iniziarono a crearsi associazioni per gli appassionati del modello: nacquero così i primi Vespa Club.
Prima in Italia, poi in Europa con il raduno Eurovespa, ed infine nel mondo quando nel 2006 il gruppo Piaggio decise di costituire il Vespa World Club, in sostituzione all’Eurovespa, nell’intento di incentivare, unire e coordinare tutti i Vespa Club del globo. Dal 2007 la manifestazione è stata nominata “Vespa World Days”.
Infatti la nascita dell’associazionismo tra vespisti è connessa alla diffusione del modello sui mercati internazionali: Nel 1953 le stazioni di servizio Piaggio nel mondo sono oltre 10.000 ed i Vespa Club accomunano già 50.000 appassionati.
Ma sin dagli anni ’40 Enrico Piaggio – supportato dal giornalista sportivo Renato Tassinari – aveva organizzato convegni ed incontri, creando un’atmosfera d’interesse attorno al prodotto ed utilizzando questi club come veicolo promozionale in grado di diffonderne l’immagine e garantirne l’efficienza.
Nel 1948, in occasione della Fiera Campionaria di Milano, i Vespa Club organizzano un rally chiamato “Sciame d’argento” in onore al colore verde argentato della prima Vespa. Nel ’49 viene fondato il Vespa club d’Italia che raggruppava i vari club sparsi per il territorio.
Si organizzano raduni, gimcane, gare di regolarità riservate alle vespe. Le più famose erano il giro dei tre mari e le 1000 km con partenza e arrivo nella stessa città. Quest’ultime venivano chiamate “audax” proprio per sottolineare la difficoltà del percorso rispetto al mezzo.
Nel 1953 Ferdinando Nesti, un collaudatore della Piaggio, stabilì il record in gara all’incredibile media di 73 km/h. Fu disputato anche un campionato su tutta Italia con prove di circa 200 km.
Andare in Vespa diventa sempre più sinonimo di libertà, fruibilità di spazi e nuova aggregazione sociale. Scoppia quindi il fenomeno di costume che caratterizza un’epoca e troverà riscontro su infiniti mezzi culturali come il cinema, la letteratura, le pubblicità, la musica. La Vespa diventa il ritratto di una scoietà che cambia, cresce e vuole dimenticarsi il più in fretta della guerra.
Inoltre la popolarità crescente di questi scooter spinge anche molte donne ad utilizzarlo come mezzo di trasporto e non solo, cresce anche il numero di donne che inizia a competere in queste gare.
Nel 1953 è fondato il Vespa club d’Europa a Milano, per iniziativa di Renato Tassinari e per volontà unanime dei delegati rappresentanti dei Vespa Club d’Italia, Belgio, Francia, Germania, Olanda e Svizzera, allo scopo di coordinare e sviluppare i rapporti, le iniziative e i collegamenti tra i vespisti dei singoli paesi. Due mesi dopo si aggiungeranno altre numerose nazioni.
Oggi i Vespa club sono numerosissimi su tutta Italia e a centinaia nel mondo. Simbolo dell’amore per un marchio che ancora oggi riesce ad innovarsi e ad incantare il suo pubblico senza mai perdere colpi.
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