Trattamenti occhio secco: la novità è la luce pulsata

I nuovi stili di vita hanno indotto all’emersione di sindromi precedentemente impensabili ed inattese, uno degli esempi più importanti è sicuramente quello dell’occhio secco che legandosi ai ritmi di lavoro, alla presenza in ambienti artificiali dalla luce forse troppo intensa ed al costante utilizzo di smartphone ha incrementato una sintomatologia divenuta il fulcro di alcuni ambiti di ricerca clinica che pare stiano portando finalmente importanti ed incoraggianti risultati.
Prima di addentrarsi nei nuovi trattamenti occhio secco è opportuno focalizzarsi esattamente sulla patologia cercando di comprenderne i meccanismi d’azione e tutti i disturbi collegati al fine di poter maturare un’idea completa sulle moderne soluzioni disponibili per contrastarne gli effetti. L’ipolacrima rappresenta una riduzione della lacrimazione, più propriamente dell’idratazione garantita dal filler lacrimale nell’area oculare con tutta una serie di effetti positivi e propedeutici alle finalità fisiologiche dell’occhio quale la corretta tenuta dei tessuti interni, la protezione dalla filtrazione dei raggi luminosi e chiaramente anche un effetto disinfettante prevenendo eventuali infezioni.
Una volta maturata la sindrome dell’occhio secco si assiste ad una progressiva riduzione lacrimale che viene a far mancare tali benefici instaurando una serie di sintomi quali il dolore oculare, bruciore, eventuali infezioni, adesione tissutale in sede di chiusura ed apertura delle palpebre ed infine anche fotofobia per l’incapacità dell’occhio di poter reggere la luce naturale circostante. Una delle risposte più interessanti in tal senso sembra esser fornita dal trattamento con luce pulsata regolata capace di andare a curare il disturbo a monte, intervenendo sui fattori di generazione del filler lacrimale in termini di ghiandole responsabili dell’azione lacrimale.
Il sistema si articola su di un strumento di luce pulsata policromatica, scelta non casuale e necessaria al fine di agire in modo non invasivo sulle aree target, generando impulsi luminosi calibrati ed omogenei pensati e studiati per attivare il meccanismo fisiologico delle ghiandole in questione tramite impulsi basati su specifici intervalli in termini di spettro ed energia stimolando così non solo ricambio tissutale alla base della rigenerazione quanto anche sciogliendo eventuali accumuli di filler responsabili del blocco del dotto lacrimale: la terapia risulta efficace su di una buona fetta percentuale di soggetti esposti e garantisce una ripresa quasi completa della funzionalità lacrimale a patto non solo di completare il ciclo terapico (composto in almeno 5 sedute) quanto anche di eseguire un follow-up costante necessario per modificare i comportamenti quotidiani scorretti ritenuti lesivi  verso l’occhio.
L’utilizzo della luce pulsata per il trattamento occhio secco non mostra alcun aspetto negativo, sia in termini di outcomes clinici capaci di garantire numeri decisamente impressionanti ed incoraggianti in termini di compatibilità di trattamento che di resa effettiva nel lungo termine, oltre che in termini di effetti collaterali, quasi del tutto assenti a prescindere dal quadro clinico e da qualsivoglia altra patologia coesistente – anche in ambito visivo – presente: fattori che fanno sperare sulla riduzione di casistica ed al contempo forniscono ottimismo sulla qualità dei trattamenti attualmente disponibili all’interno id un portfolio decisamente scarno e basato principalmente sulla diagnosi e la prevenzione senza particolari opzioni per chi arriva in ritardo.