Giugno 15, 2024

I tappeti classici sono manufatti decorativi di alta qualità, conosciuti per le loro caratteristiche decorazioni a disegni floreali, geometrici asimmetrici e per numerose variabili cromatiche e le tante sfumature possibili di colori. I tappeti vengono realizzati in differenti zone del mondo, soprattutto nel Medio Oriente, e in base alla loro provenienza si contraddistinguono diverse tecniche e materie prime.
In quest’articolo vi raccontiamo la storia dell’arte di annodare i tappeti e da dove deriva il loro valore.
 

Nascita dell’Arte del Tappeto

L’arte di annodare i tappeti è forse di origine preislamica, ma si è probabilmente sviluppata in Asia centrale migliaia di anni fa. Le tribù nomadi avevano infatti bisogno di proteggersi dal freddo clima invernale e dal terreno sul quale posavano le loro tende. La bellezza dei tappeti realizzati li rendeva già allora degli ornamenti di squisita bellezza. I materiali utilizzati erano gli stessi che contraddistinguono i migliori tappeti di oggi: ordito, trama e vello erano ottenuti utilizzando la lana delle greggi di pecore e capre, mentre i colori venivano estratti da sostanze vegetali. Anche i telai orizzontali di legno utilizzati dai nomadi sono rimasti in uso negli anni: questo perché hanno il vantaggio di essere facilmente trasportati da un campo all’altro.
 

Simboli e Decorazioni

Presso le popolazioni non stanziali quindi il tappeto è non solo indispensabile oggetto d’uso, ma anche espressione della propria cultura e arte nonché oggetto simbolo portatore di complessi valori culturali e storici. Quelle che per noi oggi sono semplici motivi decorativi, riportano in realtà numerosi significati. Sul vello dei tappeti i clan rappresentavano per esempio il simbolo del clan di appartenenza, riportavano momenti significativi di importanza storica e celebravano la loro quotidianità e la natura che li circondava.
Con la diffusione della religione islamica i motivi decorativi utilizzati subiscono una forte influenza, conferendo al tappeto un valore quasi mistico. Grazie alla praticità del tappeto, per i fedeli musulmani questo oggetto ben presto iniziò ad essere visto come luogo delimitante uno spazio sacro. Il divieto di riprodurre immagini tipico di questo credo fu determinante nella realizzazione astratta dei decori dei tappeti: segni fortemente impregnati di significati simbolici, a volte criptici e complessi, ma capaci di racchiudere tanti aspetti della spiritualità, della storie e della cultura di appartenenza di un singolo tappeto.
 

I Nomi dei Tappeti

Oggi sempre meno persone sono in grado di riconoscere la qualità e la bellezza effettiva di un tappeto classico, e dare al manufatto il suo reale valore.
I tappeti classici persiani non sono tutti uguali:  

  • i tappeti Tabriz, Heriz e Sarab per esempio sono stati annodati nell’Azerbaijan iraniano,
  • i tappeti Teheran, Kelardasht e Semnam provengono dall’Iran Settentrionale,
  • i tappeti Saruk, Sultanabad e Ferahan sono originari dell’Iran Occidentale.

Molti tappeti vengono denominati con il nome della città di provenienza, ma se fino a tempo fa il nome (ad esempio Tabriz, Isfahan, Gabbeh, Kilim, ecc.) era sinonimo del livello di qualità del tappeto, oggi non basta. Sotto lo stesso nominativo ci sono spesso tappeti fini e realizzati con maestria, così come tappeti realizzati grossolanamente e di poco valore estetico.
 
La prossima volta che comprate un tappeto classico pensate a quanta storia si racchiude tra trama e ordito!

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