Prezzi del petrolio in discesa dopo la mossa degli Stati Uniti

I prezzi del petrolio hanno imboccato con decisione la via della discesa. A innescare questo movimento è la mossa degli Stati Uniti, che hanno chiesto ad altri importanti consumatori di petrolio come Cina, India, Giappone e Corea del Sud di prendere in considerazione un rilascio coordinato delle riserve di petrolio per abbassare i prezzi.
"Non accetto che gli americani che lavorano duramente paghino di più per il gas a causa condotta anticoncorrenziale o altrimenti potenzialmente illegale", ha affermato Biden in una lettera alla presidente della Ftc, Lina Khan.

La mossa che abbassa i prezzi del petrolio

prezzi del petrolioA questo appello avrebbe risposto già la Cina, che seppure abbia rifiutato di commentare la richiesta degli Stati Uniti, si dice pronta a valutare questo scenario. "Stiamo lavorando sul rilascio delle riserve", ha detto infatti una portavoce della National Food and Strategic Reserve Administration cinese.
Diversa la risposta da Giappone e Sud Corea, dove i funzionari hanno affermato di non poter rilasciare le riserve allo scopo di abbassare i prezzi del petrolio.

L'effetto sui prezzi

La proposta di Biden arriva in un momento in cui le pressioni inflazionistiche si avvertono sempre più forti, che si riflettono anche sul valutario dove il dollaro si apprezza (per questo molti stanno adottando una hedging Forex strategia) Sono provocate in parte proprio dall'aumento dei prezzi dell'energia. Da qui l'idea dell'amministrazione statunitense di scioccare i mercati con una iniziativa importante.
Dopo queste notizie, i futures del greggio WTI sono scesi al minimo di 7 settimane a 77,6 dollari la barile. Quelli sul Brent scendono invece sotto quota 80 dollari.

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Lo scenario

A ottobre i prezzi del petrolio avevano raggiunto i massimi da sette anni, per via dell'impennata della domanda dovuta alla ripresa economica, mentre contemporaneamente l'Opec+ continuava il suo programma di tagli. Intanto l'OPEC e l'Agenzia internazionale per l'energia continuano a mettere in guardia su un potenziale surplus di petrolio nei prossimi mesi, mentre l'aumento dei casi di COVID-19 in Europa ha aumentato i rischi al ribasso per la ripresa.