L’impiego dell’alluminio quale costituente di macchinari, componenti industriali e altri prodotti è oggi molto diffuso, e questo metallo lo si ritrova anche in moltissimi oggetti di uso quotidiano che si trovano nelle nostre case o che utilizziamo per attività sportive e hobby.
Questo metallo però può risultare vulnerabile nei confronti della corrosione e danneggiarsi in presenza di sostanze aggressive: ecco perché esso viene spesso trattato per mezzo dell’anodizzazione, od ossidazione anodica, che unisce i vantaggi di un miglioramento della resistenza dell’oggetto a una delle finiture più pregevoli nel settore dei metalli.
Il processo è di tipo elettrochimico e consiste nella trasformazione dell’alluminio stesso dell’oggetto in ossidi d’alluminio: pur partendo dallo stesso tipo di atomo, gli ossidi rispetto all’alluminio “puro” hanno una durezza e una resistenza di gran lunga superiori, e formano perciò uno strato protettivo durevole. Tanto per fare un confronto, gli ossidi di alluminio prodotti nell’ambito dell’anodizzazione hanno una resistenza seconda solo al diamante in termini assoluti.
Ecco che dunque il trattamento di ossidazione per l’alluminio rappresenta una pratica irrinunciabile prima di immettere in commercio prodotti come componenti di automobili e di elettrodomestici, moschettoni e discensori per alpinismo o arrampicata, ma anche parti utilizzate nell’industria aeronautica ed aerospaziale: tutti ambiti in cui durata e resistenza sono caratteristiche irrinunciabili.
