Aprile 18, 2026

L’oro alimentare: la storia di un prodotto raffinato

I metalli preziosi vengono utilizzati in vari settori ed in diversi modi, il loro impiego è arrivato anche in cucina con un prodotto di classe ed elegante come l’oro alimentare.
Risale a tempi molto antichi la scoperta del fatto che l’oro, una volta assunto, ha degli effetti benefici sul corpo umano, specie per chi soffre di reumatismi e problemi al cuore. Scoprire che l’oro, oltre ad essere un materiale di grande bellezza, ha anche delle proprietà curative, ha fatto sì che si cominciasse ad utilizzarlo come ingrediente per la decorazione di cibi che popolavano i banchetti più sontuosi.
Fin dal tempo degli antichi Egizi, l’oro era considerato un alimento sacro, utilizzato a scopo “votivo”, la sua importanza  è testimoniata dal fatto che veniva utilizzato per ornare tombe e sarcofagi dei faraoni ed anche da alcuni affreschi che ritraggono degli dei dal colore della pelle dorato e secondo gli egiziani permetteva di avvicinarsi agli dei.
Sembrerebbe che questa usanza sia molto diffusa anche nelle antiche civiltà orientali, le quali univano cibo ed oro per aggraziarsi l’attenzione delle divinità. In Giappone l’utilizzo dell’oro come ingrediente alimentare veniva utilizzata prettamente per decorare cibi e bevande, usanza nata durante i riti della cerimonia del thè, una delle più antiche tradizioni nipponiche.
L’uso dell’oro per decorare pietanze giunge in Europa nel medioevo ed in particolare nelle corti dei nobili italiani ad arricchire i loro banchetti. Anche l’Inghilterra viene attratta a questa moda, alla corte della regina Elisabetta I, infatti, datteri, melograni, arance ed acini d’uva venivano ricoperti da polvere d’oro.
L’oro alimentare è rimasto a lungo un prodotto di élite dai costi proibitivi, che si poteva permettere solo chi nell’oro ci navigava. Con il passare del tempo, però, il suo utilizzo è stato ampiamente sdoganato anche in contesti comunque lussuosi, ma accessibili non più solo a chef di alto calibro ma anche ai privati.
La scoperta che l’oro avesse proprietà terapeutiche avvenne nel XV secolo gli alchimisti preparavano medicinali utilizzando l’oro, considerandolo un ottimo rimedio per ogni malattia. Nel XVI secolo si diffuse in Europa, la pratica di mangiare a fine pasto un confetto ricoperto di foglia d’oro, che avrebbe dovuto mettere a riparo da ogni tipo di malattia cardiaca. Nello stesso periodo a Milano, gli speziali aggiungevano dell’oro ai medicinali, con lo scopo di addolcirne il sapore.
L’oro alimentare può essere utilizzato in vari modi a seconde dell’esigenza del momento: se il sottile oro in polvere è adatto ad accompagnare le bevande, per i cocktail invece è meglio utilizzare i fiocchi, mentre ancora per la decorazione di torte e altri cibi sono più indicate le foglie d’oro.
Per la sua estrema sottigliezza e delicatezza, questo prodotto deve essere maneggiato con cura, è assolutamente sconsigliato, infatti, afferrare l’oro alimentare direttamente con le dita delle mani, ma è opportuno prelevarlo con una pinzetta o un pennello apposito prima di adagiarlo, in modo molto delicato, sulla superficie che si vuole decorare.
L’oro alimentare deve rimanere in un ambiente fresco e asciutto fino al suo utilizzo, meglio se privo di aria dato che potrebbe volare via.
L’oro alimentare, oggi, è più consumato che mai, ed è facilissimo trovarlo in primi e secondi piatti raffinati o come ornamento di dolciumi, una delle ricette più conosciute in Italia è il “risotto oro e  zafferano” del grande Chef Gualtiero Marchesi.
 
 
 
 
Diego Mello
diego.mello@alice.it

Related Post