Lettera Confimprenditori al Presidente Mattarella

Il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo, rivolge una lettera aperta al nuovo Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

“Egregio Presidente,

a nome mio e di tutti gli imprenditori che rappresento, ho il piacere di darLe il benvenuto, in questo ruolo istituzionale così delicato e prestigioso.

In effetti, per usare un formalismo che ben si adatta allo scopo, dovrei esprimere i miei migliori auguri per lo svolgimento di un’attività carica di responsabilità… e qui inevitabilmente arrivo al punto cruciale del mio saluto.

Quello che Stefano Ruvolo, spogliandosi dal ruolo di rappresentante di un’associazione di imprenditori, augura al nuovo Presidente della Repubblica, vorrebbe infatti augurarlo a tutti i suoi aderenti: essere in grado di fare un buon lavoro.

Purtroppo da tanto, anzi troppo, tempo in Italia questo non è possibile. E non voglio tirare in ballo le macro congiunture economiche sfavorevoli che servono solo a dare un alibi alle classi politiche di turno; le crisi ci sono state e sempre ci saranno, casomai è l’atteggiamento di fronte a questi eventi che va cambiato.

No, io parlo di condizioni lavorative di base, di mancanza quasi della volontà necessaria ad affrontare seriamente i problemi “pratici” che attanagliano le imprese e che di conseguenza vengono mutuati a tutti i soggetti della filiera lavorativa per finire ai consumatori, in una sorta di effetto domino a dir poco destabilizzante.

Si, caro Presidente, oggi in Italia si lavora malissimo. E questo stride fortemente con il primo articolo della nostra amata Costituzione:

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Il mio saluto quindi vuol essere anche un forte appello al dovere e al senso civico. Siamo tutti chiamati ad apportare il nostro contributo, ognuno con le proprie forze, per risollevare le sorti della nostra economia. Ed in questo senso Lei, Presidente, è il primo della lista.

E’ in questa posizione in quanto è il primo rappresentante della nostra Repubblica che (citando nuovamente la Costituzione, all’articolo 4):

…riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Naturalmente sono conscio della sua figura garantista posta al di fuori della tripartizione dei poteri, ma proprio per questo mi auguro che tra le sue priorità istituzionali ci sia la giusta attenzione al mondo del lavoro, magari iniziando dalle piccole e medie imprese che così tanto hanno dato al loro paese e da cui ancora attendono concrete risposte.

E le risposte iniziano proprio da quanto indicato nella Costituzione: svolgere dignitosamente la propria attività. Perché il benessere di uno stato passa dal benessere dei suoi cittadini.

Per questo l’attende un compito per niente facile, anzi sarà una vera impresa. Che di conseguenza farà di Lei un imprenditore.

Buon lavoro dunque, Presidente. E che sia d’auspicio per tutti i lavoratori”.

Stefano Ruvolo
Presidente Confimprenditori
http://www.confimprenditori.it/