Aprile 18, 2026

Lettera al Presidente della Repubblica : ” Salviamo la Cultura Italiana”

Lettera al Presidente della Repubblica Dott. Sergio Mattarella
 
Caro Presidente della Repubblica Dottor. Sergio Mattarella,
Sono una studentessa universitaria al secondo anno accademico del “Corso di laurea in Terapia Occupazionale”, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” di Viterbo. Laureata nel 2003 in Scienze Geologiche col massimo dei voti, dopo aver intrapreso una carriera lavorativa, nel 2010 sono stata coinvolta in un grave incidente automobilistico che mi ha conferito un invalidità. Tredici mesi di ospedale, tra cure e riabilitazione fisica e finalmente né siamo usciti fuori. Siamo passati dalla carrozzina a deambulare in stazione eretta. Spinta da un sentimento di solidarietà nei confronti del mondo della Disabilità, due anni fa ho deciso di intraprendere questo percorso Accademico. La Terapia Occupazionale (TO) è una professione sanitaria della riabilitazione che promuove la salute e il benessere attraverso l’occupazione. E’ un processo riabilitativo che, adoperando come mezzo privilegiato il fare e le molteplici attività di vita quotidiana, attraverso un intervento individuale o di gruppo, coinvolge la globalità della persona con lo scopo di aiutarne l’adattamento fisico, psicologico o sociale, per migliorarne globalmente la qualità della vita pur nella disabilità. Come ogni giovane motivato e pieno di speranze, ci metto passione, energia ma soprattutto amore nei confronti del prossimo. La considero la mia “missione”, al quale adempiere con Etica nel rispetto dei Diritti Umani. Da tredici mesi vedo violati i miei Diritti. In un clima di “omertà”, nel dolore e nell’indifferenza più totale da parte di istituzioni ed organi competenti, ogni giorno combatto la più dura delle battaglie: “Lottare contro una Neoplasia”. Da mesi vivo una vita impossibile, denigrata ed ostacolata in ambito accademico, sottoposta a continue minacce velate, da parte di colleghi e docenti, solo per aver violato la regola del silenzio. Per un forte senso di giustizia ed onestà nei confronti di questo Stato e nel rispetto della Cultura Italiana, mi sono opposta ad un regime totalitario la cui arma di ricatto è il “Potere della Penna”. Da una sede all’altra di un Polo didattico, ci confrontiamo con “Forma Mentis” differente, a svantaggio del nostro futuro. Viviamo in ambienti fatiscenti, dalla mancanza di carta per le fotocopie ad una biblioteca dove attingere materiale informativo, con una programmazione didattica che cambia di settimana in settimana e nel caos più totale, troviamo anche la latitanza del Corpo Docenti. In un errata gestione dei luoghi e delle risorse umane tutto è “lecito”. Ci si “Laurea”, intrecciando relazioni intime con docenti (sessantenni) fin troppo zelanti, pronte ad elargire Promozione e Protezione. Il tutto a discapito di coloro, che credono ancora in una “Formazione Accademica”. Noi abbiamo soltanto l’obbligo di tacere e non di segnalare, altrimenti si rischia di non Laurearsi. Presidente, faccio appello alla Sua Persona, in veste di rappresentante di questo Stato, per ottenere maggior controllo negli Atenei e porre fine a tali giochi politici. Confido nella sua spiccata sensibilità, nei confronti di noi Giovani e dei Diritti umani. Ringraziandola per l’attenzione riservata.
Cordiali Saluti

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