La promozione di una onlus passa anche dai social

La promozione di una onlus passa anche dai social
Per molti l’associazione tra il mondo del no-profit e quello del marketing è di difficile comprensione, se non addirittura fastidiosa. I concetti di vendità e pubblicità sembrano mal conciliarsi con i valori e le finalità di una onlus. L’innovazione digitale, invece, offre infinite opportunità al terzo settore: dalla maggiore visibilità alla conversione di visite in donazioni concrete.

Uno degli strumenti più versatili e adatti a questo scopo è indubbiamente la creazione di una campagna di social media marketing studiata per le onlus.

È evidente come Instagram e Facebook facciano parte ormai della quotidianità di ciascuno e proprio per questo possono essere la chiave di volta di una buona strategia di comunicazione per realtà complesse e variegate come quelle no-profit. Sebbene possa sembrarlo, una buona gestione di un profilo social non è affatto semplice e immediata, in particolare se si sta parlando di terzo settore. Proprio per questo è bene adottare una strategia mirata per ogni mezzo di comunicazione: ecco alcuni consigli utili per promuovere la propria onlus nei due principali social network.

La tua onlus su Facebook

 

Una piattaforma che conta 1,3 miliardi di iscritti non può essere certo ignorata da chi vuole far conoscere e apprezzare la propria attività no-profit. Una corretta gestione di un profilo Facebook permette di creare dialogo e interazione con una community sempre più ampia mediante la pubblicazione di contenuti specifici e mirati. La buona riuscita di questo processo permetterà di convertire i propri fan in veri e propri sostenitori, che sempre più fidelizzati saranno più inclini ad effettuare donazioni in favore della causa.

Per riuscire in questo intento è importante curare ogni dettaglio della propria pagina, magari anche rivolgendosi ad un’agenzia di esperti nel settore.

Il biglietto da visita di un profilo è rappresentato da immagini del profilo e di copertina. Se queste sono rappresentative della propria onlus e in una buona risoluzione, il primo passo verso il cliente si può considerare fatto. Un secondo aspetto che va assolutamente curato è il menù informazioni: inserire un link al proprio sito web potrebbe fare la differenza tra una grande diffusione del messaggio e un flop. La parte del leone, poi, la giocano indubbiamente i contenuti pubblicati sulla pagina. Le informazioni fornite devono essere in grado sia di attirare l’attenzione che di facilitare l’esperienza dell’utente, magari coinvolgendolo. Un contenuto ad hoc raggiungerà più persone e le convincerà di più della bontà del lavoro.

Un consiglio extra riguarda la pubblicità programmatica su Facebook: tramite Facebook Ads, un servizio proposto dal social network stesso, è possibile creare spot a pagamento mirati e molto efficaci per raggiungere gli utenti.

 

Instagram per il terzo settore

 

Sebbene Instagram si differenzi in molti aspetti da Facebook, anche in questo caso è importante organizzare le proprie pubblicazioni, magari tramite la redazione di un piano editoriale mirato.

Creare un account per la propria onlus è ovviamente il primo passo per promuoverla tramite questo social network, ma anche l’ottimizzazione del profilo è fondamentale. Un’opportunità è rappresentata dal profilo aziendale, che permetterà di ottenere dei feedback dettagliati sull’andamento della propria attività di comunicazione. La sincronizzazione con il profilo Facebook ove esistente, inoltre, permetterà di snellire la mole di lavoro e di essere più efficaci, oltre a raggiungere un numero più alto di follower.

Anche su Instagram i contenuti sono al centro di una buona campagna social: variare la tipologia di immagini proposte, assicurarsi che siano sempre in alta risoluzione e abbinare delle caption ad effetto è fondamentale per raggiungere i propri seguaci e fidelizzarli.

Per concludere, i social media sono un ambiente sempre più competitivo. Raccontare bene la propria storia è importante per farsi conoscere, ma per farlo è bene prendere tutti gli accorgimenti del caso. Essere originali ed incisivi fa la differenza nel terzo settore quanto negli altri ambiti del business, permettendo di raggiungere sempre più persone e farle appassionare ad una nobile causa. Perché lasciarsi sfuggire questa opportunità?