Intervista a Yuri Salvatore:”Essere figlio d’arte è un privilegio se si rimane a testa alta”

Intervista a Yuri Salvatore:”Essere figlio d’arte è un privilegio se si rimane a testa alta”

Ci sono storie di figli d’arte dal finale già scritto. ma quella di Yuri Salvatore, figlio del cantautore napoletano Federico Salvatore, si distingue dalle altre. Yuri come ci ha raccontato durante il suo percorso, non ha mai approfittato, come molti altri, del suo cognome. un cognome importante, considerando la storia che suo padre, voce più autorevole del panorama musicale napoletano, ha fatto nella sua città.

Salvatore JR ha fatto e fa parlare le sue capacità, i suoi lavori e i suoi progetti. come ci ha raccontato in questa chiacchierata concessaci generosamente per la nostra rubrica. Yuri Salvatore ripercorre con la mente gli inizi del viaggio, dagli esordi in radio al primo album negli store digitali, fino ad arrivare alla decisione di contaminare, musica e recitazione con l’arrivo dei film-radiodrammi per il web.

 

Yuri, ti conosciamo quasi tutti sui social ed effettivamente, non hai bisogno di presentarti. ma per i nuovi lettori è fondamentale dire che tu sei figlio d’arte. a proposito di questo, iniziamo col chiederti, com’è, essere figlio d’arte, e soprattutto, quali sono i vantaggi nel tuo caso?

-Posso dire che essere figlio d’arte è un privilegio, ma bisogna rimanere a testa alta e non adagiarsi. conosco figli d’arte che nonostante abbiano padri o madri importanti, non hanno il talento e le capacità, ma si adagiano alla popolarità dei loro genitori per trarne beneficio. io sono un privilegiato perchè appartengo ad un signore che ha dato e continua a dare molto alla mia città. ho sempre però cercato di presentarmi però come una persona che ha il proprio percorso, e parlare quindi di quello. che poi la gente associa il nome, questo è ovvio che mi rende felice puntualmente.

 

Tu spesso hai detto, a proposito di tuo padre Federico, che se non fosse stato tuo padre lo avresti comunque scelto come portavoce artistico. secondo te, perchè il popolo napoletano ama Federico Salvatore?

-Questo dovresti chiederlo ai napoletani comuni, ai suoi fans che lo vivono da un punto di vista artistico. è vero, se Federico Salvatore non fosse stato mio padre io sicuramente lo avrei seguito, in quanto sono anche suo fan. credo che il pubblico, non solo napoletano, ma il pubblico in generale che sceglie di ascoltarlo, ami il suo modo di approcciarsi a loro in quanto ci fa viaggiare per la città senza utilizzare mezzi di trasporto, se non quello delle canzoni. i sani portatori di napoletanità, anche se oggi sono poco considerati, esistono ancora e credo che lui ne sia la prova evidente.

 

Torniamo a te, e al tuo percorso. sei partito dalla radio, anzicchè dalla televisione. quali sono stati i ricordi più indelebili dei tuoi inizi?

-Sicuramente il ricordo più bello rimane la mia esperienza su Radio Dj Fiamma Luce, dal 2016 al 2018. anche se in radio sono sbarcato nel 2011, quando creai “Radio Yu”, su la piattaforma spreaker. ma nel maggio 2016, mi ritrovai prima ospite come emergente e poi subito come opinionista ufficiale e co-conduttore, su Radio Dj Fiamma Luce. di bei ricordi ce ne sono tanti. anche perchè ero insieme alla mia collega che gestiva il tutto, ed anche se ci son state situazioni dove abbiamo dovuto prendere decisioni difficili, ne siamo sempre usciti bene, combattivi. mi ricordo le grandi nottate su skype, a ridere e divertirsi, a mangiare insieme come una famiglia di artisti. ricordo quando cominciai ad oscurare la timidezza comunicando con gli artisti emergenti intervistati quasi ogni sera, ma forse il ricordo più bello è quando ho conosciuto Marco Novelli, il mio amico geniale. quello che poi, si è rivelato tale. e insieme a lui, abbiamo fatto quello che abbiamo fatto. insomma non posso mai rinnegare quei giorni, rifarei tutto, forse con un pizzico di maturità in più.

 

dal tuo primo album “Musicista di quartiere”, a “Tra sogni e realtà”che chiude, momentaneamente il tuo percorso da cantautore dei social. cosa è cambiato nella tua musica?

-Tutto e niente. nel senso che sono sempre io, che metto in campo coerentemente con me stesso ogni ideale in canzone, ma negli ultimi lavori forse sono più intimista di prima. sotto l’aspetto umano credo di essere cambiato, sicuramente da quando è entrata la mia musa a far parte della mia vita. sai, quando hai qualcuno che ti osserva, che ti tiene d’occhio, che è dalla tua parte, anche da lontano, è una bella responsabilità, oltre che una ricchezza. prima su certi argomenti, forse, non riflettevo abbastanza, ora si.

 

Parliamo di musica contemporanea e di artisti di nuova generazione. quali sono gli artisti nuovi che apprezzi e con chi, se ce ne sono, ti piacerebbe una collaborazione?

-Per me la musica non ha confini, come ogni cosa/persona. se parliamo di nuovi talenti, ce ne sono tantissimi. di nuova uscita ci sono due artiste con cui mi piacerebbe tantissimo collaborare. una è Nyv, una giovane cantautrice e musicista con delle potenzialità musicali magnifiche e dei suoni affascinanti, l’altra è sicuramente Gaia Gozzi, la vincitrice dell’ultima edizione di “Amici”di origini portoghesi e quindi la sua eleganza e freschezza musicale si sposerebbe bene con le idee del sottoscritto. magari un featuring dove sforneremmo un messaggio napoli brasile f facendo sentire le nostre origini non sarebbe male. con Nyv mi divertirei oltre che per la fantasia musicale ma anche per il suo umorismo. sono di quelle personalità che lasciano il segno.

 

Oltre alla musica, ti vediamo spesso su varie rubriche di interessante intrattenimento come “Luci della ribalta”e “Suggestioni press”. ci vuoi parlare di questo incrocio artistico con il giornalismo?

-Si, è stato all’improvviso. ho conosciuto Marco Bonardelli in un gruppo su whatsapp, e da lì abbiamo cominciato a parlare confrontando i nostri mondi. anche lui figlio d’arte, suo papà, grande giornalista e professore illustre, gli ha trasmesso i valori giusti, come ha fatto nel mio caso mio padre con me, dal punto di vista musicale.

all’interno di queste nostre chiacchierate ho fatto delle imitazioni, ed eccoci quà, ci siamo detti “collaboriamo insieme”così, senza interesse ma per amicizia e stima reciproca. abbiamo creato, anzi, lui ha creato giochi semiseri, su Suggestioni press, rubrica dove tra interviste e qualche battuta o scenetta dove ognuno mette la sua lingua ed il suo umorismo, intendiamo intrattenere in maniera intelligente chi ascolta. ci tengo a dire che siamo contornati da 3 ragazze bravissime come Daniela riu, la giovane youtuber e doppiatrice Michaela Bonfiglio, e Valentina Pica. loro aggiungono la parte più fresca che appunto, diversifica la nostra rubrica dalle altre che si trovano in rete. un bel progetto, che rinnoveremo.

 

arriviamo al tuo di progetto, il radiodramma. stai lavorando al tuo primo film audio per il web, La rinascita, insieme ad altri racconti. come è nata l’idea dell’intraprendere questa strada?

-Il Radiodramma è un qualcosa di troppo sottovalutato, oggi. gli sceneggiati alla radio si facevano negli anni 60-70, il primo napoletano a farli credo sia stato proprio Eduardo De Filippo con le sue opere. io ho assimilato in base alla mia ricerca, l’idea un giorno di farli anche io. c’è stata la partecipazione al radiodramma campano “Passioni senza fine”diretto da Giuseppe Cossentino che mi ha amplificato questo capriccio, e insieme alla mia amica e grande attrice e sceneggiatrice Eleonora Lentini, abbiamo pensato di scrivere “La rinascita”. un film composto da 5 puntate, dove rappresentiamo ciò che avremmo voluto fare noi nella realtà. usciremo all’interno dell’estate, anche perchè è in piena lavorazione, abbiamo una compagnia di bellissime voci e di bravi ragazzi che spero non deludano le aspettative del pubblico. chi ragiona da regista vede questi audiofilm come un qualcosa di banale, mentre io, che vedo come vedo, li trovo un qualcosa che mi rende più personale rispetto ad altri progetti presenti sul web. per cui voglio continuare su questa via. insieme a “La rinascita”ce ne saranno altri, con altre voci ed altre sorprese.

 

Oltre al film, progetti per il futuro?

-Ho intenzione ovviamente di andare avanti con la musica, contaminando anche la stesura di nuovi racconti in stile film audio per il web. ho tante idee che scriverò da solo, proprio perchè le mie idee spesso urtano con quelle dei miei collaboratori che non sempre rientrano nel mio stile, per cui preferirei non cambiarlo. per quanto riguarda la musica, probabilmente ci saranno delle prossime pubblicazioni, sto lavorando ad un progetto dedicato ad una nostra amica, una cantautrice e presentatrice livornese che ci ha lasciati fisicamente, si tratta di un brano dove Eleonora Lentini ed io, saremmo voci recitanti insieme ad una giovane emergente che canterà il testo, scritto da me. a conti fatti poi, sveleremo il resto.