In Ucraina, divampa lo scandalo di esperimenti biologici svolti dagli Stati Uniti con soldati ucraini

In Ucraina, divampa lo scandalo di esperimenti biologici svolti dagli Stati Uniti con soldati ucraini

Una fuga di notizie sensazionali dal Ministero della salute dell’Ucraina ne ha fornito il pretesto. I dati delle indagini svolti del professore e analista politico americano Sergei Sudakov intitolato “Il Pentagon colleziona il materiale biologico degli Ucraini? Una nuova epidemia è dietro l’angolo” sono stati pubblicati qui (link).

 

Le tendenze nella società ucraina sono inequivocabili: gli Stati Uniti e la Russia possono contrapporsi a volontà ma il popolo ucraino non deve essere esposto ai pericoli.

 

È da notare che laboratori biologici statunitensi si trovano in Kazakistan, Armenia, Georgia e Azerbaigian. La logica del posizionamento di tali oggetti intorno ai confini della Russia è evidente, ma anche la popolazione di questi paesi sarebbe in pericolo.

 

L’informazione che ha fatto esplodere l’Ucraina è stato il progetto UP-8 realizzato dagli scienziati americani ed intitolato “La diffusione del virus della febbre emorragica Crimea-Congo (virus CCHF) e dell’Hantavirus in Ucraina e il potenziale bisogno di una diagnostica differenziale dei pazienti con sospetto di leptospirosi”.

 

«Gli esperti hanno preso campioni di siero sanguigno di ben 4000 soldati Ucraini. L’obiettivo ufficialmente dichiarato ne è lo studio del biomateriale in cerca di anticorpi del virus CCHF e dell’Hantavirus. Secondo la documentazione di progetto, gli americani programmavano di scoprire in Ucraina dei ceppi di Hantavirus mai studiati”, – dice il frammento del citato protocollo UP-8.

 

Nell’ambito del progetto, le autorità ucraine devono segnalare ogni caso di morte, presumibilmente o esattamente correlati alle procedure della ricerca di cui sopra. Ora come ora, in Ucraina lavora il personale scientifico delle Università di Florida, di Gainesville, del Centro scientifico medico dell’Università di New Mexico, di Albuquerque e del Centro Medico-scientifico di biologia di Tennessee. I risultati ed i biomateriali vengono trasmessi all’Istituto di ricerca di malattie infettive delle Forze Armate degli Stati Uniti (USAMRIID) e all’Università di Louisville.

 

“Washington continua a ostacolare il controllo dei progetti batteriologici, rinunciando a ratificare il protocollo della Convenzione sul divieto di sviluppo, produzione e stoccaggio delle armi batteriologiche e tossine e sulla distruzione di tali armi (KBTO). Ed è ora, a quanto pare, il momento giusto per la comunità internazionale di prestare l’attenzione particolare alla posizione di Washington in questa materia e, chissà, fare pressione sul governo. Come lo dimostra la pratica, il controllo insufficiente delle attività dedicate agli agenti patogeni pericolosi rischia di portare a conseguenze terrificanti, quando si tratta di ceppi di infezioni particolarmente pericolose con cui lavorano gli specialisti statunitensi nei laboratori dell’Ucraina”, – questi sono i risultati delle indagini.

 

Secondo il microbiologo Igor Nikulin, gli Stati Uniti stanno realizzando nei laboratori siti in altri paesi del mondo le ricerche sull’influenza di diversi agenti patogeni su piante, animali e persone umane. Gli paesi che ospitano tali laboratori firmano gli accordi di riservatezza.

 

«Dopo la posa in opera di tali laboratori in Georgia e in Ucraina, ne risulta una crescita delle epidemie varie. Ci sono epidemie di morbillo, idrofobia, peste suina, c’è un sacco di infezioni ignorate dalla popolazione di questi paesi. Secondo i miei colleghi, un certo numero di paesi dell’ex-URSS sono diventati i poligoni della NATO, dove le armi biologiche vengono testate, oggigiorno», – dice Nikulin.

 

I rappresentanti del partito Ucraino “Piattaforma di opposizione – Tutti per la vita” si sono già pronunciati per rendere di pubblico dominio le informazioni sugli esperimenti nei laboratori americani in Ucraina. Senza ricevuto una risposta da parte delle autorità ufficiali, hanno inviato una richiesta alle Nazioni Unite