Il vescovo di Almaty parla delle proteste in Kazakistan

Il vescovo di Almaty parla delle proteste in Kazakistan

Il sito “Strumento Politici” riporta quanto raccolto dall’agenzia cattolica Sir a proteste delle contestazioni avvenute in Kazakistan. Il vescovo di Almaty, Monsignor Mumbiela Sierra ha spiegato: “Non riusciamo ad oggi ancora a capire se la protesta contro l’aumento del prezzo del gas era una scusa, un pretesto o se tutto è stata una casualità. Si ha l’impressione che questa gente che poi ha usato violenza, non era improvvisata ma preparata e organizzata perfettamente. Si parla di 20mila persone armate di cui 2/3mila venute da fuori. – E prosegue – Le persone hanno avuto paura per la situazione di violenza che si è vista per le strade dove ci sono stati saccheggi, scontri senza controllo. La vita si sta lentamente normalizzando. Si cominciano a vedere le persone per strada, hanno riaperto le prime caffetterie e qualcuno è anche tornato al lavoro. Anche il trasporto pubblico a poco a poco ha ripreso a funzionare. Così come Internet, almeno per 4 ore al giorno. Le scuole riapriranno il 17 gennaio mentre il 24 gennaio riapriranno le università“. Sul perchè ad Almaty si sia concentrato la maggiore violenza il monsignore aggiunge “Astana che conta un milione di persone, è la città politica, sede del governo e dell’esercito. Almaty invece è la capitale economica dove si concentrano tutte le attività economiche e finanziare del Paese. Da questo punto di vista, costituisce senz’altro un punto nevralgico“. Infine un pensiero va a Papa Francesco che si è soffermato sulla situazione del Paese “Il fatto che il Papa abbia parlato domenica scorsa del Kazakistan è un segno di comunione. Il suo appello al dialogo e alla fraternità è la strada per questo Paese“.

FONTE: https://strumentipolitici.it/kazakistan-mons-mumbiela-sierra-vescovo-di-almaty-si-ha-limpressione-che-questa-gente-che-poi-ha-usato-violenza-non-era-improvvisata-ma-preparata-e-organizzata-perfettamente/