Luglio 21, 2024


architettura 3d render
La tecnologia della computer grafica è una storia di incredibile successo. Oggi, tutti i nostri PC sono in grado di produrre immagini generate al computer di alta qualità, per lo più in forma di video giochi e ambienti di vita virtuali; ogni film con effetti speciali comprende immagini e sequenze computer generated.
Programmi molto sofisticati per computer grafica utilizzano una serie di tecniche per rendere le immagini bidimensionali disegnate a mano (e spesso completamente immaginario) realistiche come fotografie. Il modo più semplice per raggiungere questo obiettivo è quello contare sugli stessi trucchi che gli artisti hanno sempre usato: ad esempio la prospettiva (come gli oggetti ‘retrocedono’ in lontananza verso un “punto di fuga” sull’orizzonte) e l’eliminazione superfici nascoste (dove oggetti vicini oscurano parzialmente quelli più lontani).
Se si desidera una grafica realistica in 3D per CAD (computer-aided design) o realtà virtuale, è necessario utilizzare tecniche grafiche molto più sofisticate . Invece di disegnare un oggetto, se ne fa un modello 3D computerizzato e lo si manipola sullo schermo in svariati modi. In primo luogo, si costruisce un profilo di base tridimensionale dell’oggetto chiamato wire-frame (perché è tratto da vettori che osservano come potrebbero essere fili metallici piccoli). Poi il modello viene ‘riggato’, un processo in cui diversi bit dell’oggetto sono collegati insieme un po’ come le ossa di uno scheletro in modo che si muovano insieme in maniera realistica. Infine, l’oggetto è renderizzato, procedimento che coinvolge la colorazione delle parti esterne con diverse texture (modelli di superficie), i colori, i gradi di opacità o la trasparenza, e così via. Il rendering è un processo estremamente complesso che anche un potente computer ha bisogno di molte ore, giorni o addirittura settimane per completare. Vengono utilizzati sofisticati calcoli  per ‘disegnare’ il modo in cui la luce cade sulla superficie, in genere utilizzando ray tracing (un metodo relativamente semplice di tracciare come la luce rimbalzi dalla superficie degli oggetti lucidi in linea retta) o radiosity (un metodo più sofisticato per rendere più morbide e composite la riflessione e la dispersione della luce sugli oggetti).

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