Aprile 18, 2026

Il Monte Bulgheria: una risorsa di biodiversità in Campania

In Campania, 1225metri di altezza, quindi non altissimo, con una posizione geografica stupefacente, il Monte Bulgheria è una delle più belle montagne del Cilento come una mano distesa che permette all’appennino di toccare il mare.

Massiccio collegamento calcareo tra la catena appenninica e la costa di Camerota, la solitaria montagna si staglia fra la valle del fiume Mingardo e quella del fiume Bussento, racchiudendo nello stesso campo visivo paesaggi stupendi compresi tra i Monti Gelbison e Cervati fino al Golfo di Policastro.

A ricompensa dello sforzo per salire il pendio della Montagna panorami indimenticabili. Arrivati in cima lo sguardo si perde prima sul mare, dal mare di Capo Palinuro  al Golfo di Policastro fino a scorgere il Cristo di Maratea e la Calabria, e per chi raggiunge la vetta nei giorni di cielo estremamente limpido ha la fortuna di vedere lo Stromboli e le Isole Eolie a sud, Capri a nord. Basta ruotare di poco e volgere lo sguardo verso la terra, verso l’interno, dando le spalle al mare, per venire, ancora una volta catturati dalle bellezze di questo posto fantastico. Dalla lontana Catena dell’Orsomarso con il Pollino ai più vicini Gelbison e Cervati, dal quale nasce il fiume Bussento, che nel suo scorrere verso il mare si tuffa per alcuni chilometri nel sottosuolo per creare a Morigerati, la meraviglia naturale delle Gole del Bussento, inghiottitoio di estrema bellezza, Oasi WWF.

La montagna che viene da mare. Ebbene sì, geologicamente parlando le sue rocce carbonatiche del Giurassico, Triassico e Cretaceo hanno origine marina: milioni di anni di movimento tettonico tanto che  sulla cima sono state ritrovati fossili marini. Ma non è tutto. Questo tipo di roccia fa in modo che, al tramonto, il monte si tinga di mille gradazioni di rosa. Cambia addirittura colore, la montagna piena di conchiglie, un paradosso che descrive la bellezza magica di questa terra.
Ricchezza infinita dal punto di vista storico-naturale, la Montagna del Bulgheria è riconosciuta come uno dei siti più importanti d’Europa. Per la sua natura calcarea e le numerose grotte è stato abitato fin dal Paleolitico, per continuare ad esserlo per tutta l’antichità, il Monte Bulgheria deve il suo nome ai soldati bulgari che, nel V sec. d.C durante la guerra greco-gotica, lo scelsero come rifugio. A mettere la loro sapienza ad uso di queste terre, furono però i monaci basiliani, che sfruttavano ciò che la natura offriva e coltivano ciò che la natura gli permetteva di piantare. Furono loro, infatti, ad inaugurare la coltivazione della liquirizia sia sul monte che in tutta la zona. Varie testimonianze della lunga storia del Monte Bulgheria e del forte legame che unisce la montagna agli uomini che l’abitavano si incontrano nei paesi che sorgono ai suoi piedi- Celle di Bulgheria con chiese in chiaro stile orientale, Acquavena, San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Bosco.
Ne è un esempio la scultura del Monte che adorna proprio la piazza di Bosco. José Ortega, amico e allievo di Picasso che trascorse moltissimi anni nel bellissimo paesino, scolpì il Monte sulla dura roccia posizionandolo al centro della piazza.
Risorsa di Biodiversità. Quasi come un muro protettivo di 40 km, il massiccio del Bulgheria è capace di creare un microclima talmente mite da permettere la vita di piante tropicali come il banano a pochi passi dalla vegetazione di montagna. Il celebre Ulivo Pisciottano del Cilento cresce accanto secolari alberi di castagni e felci. Una splendida vegetazione di frassini, lecci, corbezzoli, aceri, biancospini ricopre il bosco e insieme ad altre piante della macchia mediterranea come il pungitopo, l’asparago, il lentisco rivestono i pendii della Montagna. E ancora la Primula Palinuri, simbolo del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, numerose orchidee spontanee, origano, liquirizia, la lavanda a cui è legata la leggenda “dell’errore di Dio”. Si racconta che quando Dio creò il mondo, perse dalle sue mani semi di lavanda, che caddero solo sul fianco più arido del Monte Bulgheria. Per evitare lo spreco, il Creatore gli diede lo stesso la possibilità di germogliare, nonostante quella terra dura. Così ogni fioritura regala uno spettacolo unico.
Estremamente variegata come la flora anche la fauna. Come su tutte le montagne del Cilento pascoli di ovini e bovini, in particolare le vacche podoliche dalle quali si ricava il latte per la mozzarella, prodotto d’eccellenza del Parco del Cilento.  A popolare il massiccio si aggiungono numerosi rettili, uccelli, mammiferi, insetti. Molte specie protette, rare, a rischio estinzione. Il falco pellegrino, il cervone, il nibbio reale, il succiacapre, cinghiali, volpi, ramarri, libellule di importanze comunitaria e moltissimi altri.

Il Leone che dorme. È così che chiamano il Monte. Osservandolo da una delle sue prospettiva, la sagoma che disegna, ricorda quella di un animale. Un leone con la testa ad Oriente, lo stesso Oriente da cui arrivarono i bulgari che gli diedero il nome. E agli abitanti che oggi lo osservano con piacere, soprattutto nell’ora del tramonto, gli piace credere che il leone dormiente e solitario sia lì a difendere e proteggere oggi come allora il paradiso ai suoi piedi.

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