Il ciclismo, un esempio di buon senso di fronte al coronavirus

Quando si parla di ciclismo, si parla di uno sport legato all’epopea e alla capacità di superare cercando di conquistare le impossibilità e di sfidare qualsiasi condizione. Il ciclista ha l’obbligo di alzarsi e andare. Qualunque sia la circostanza. Può essere abbandonato, ma come ultima opzione.

Il ciclista italiano Manuel Quinziato parla della Milano-Sanremo 2013 che è stata tagliata a causa della neve e del freddo, anche alcune partite del campionato italiano sono state sospese ma il ciclismo è continuato nonostante i rischi delle basse temperature.
Molti puristi del ciclismo non capivano allora che la Milano-Sanremo sarebbe stata tagliata o non sarebbe stata gestita affatto. “Sono ciclisti”, è l’espressione che si dice di solito in questi casi quando quell’epopea eccessiva rischia di non esistere e quindi di non soddisfare alcune volontà.

La minaccia del coronavirus minaccia di fermare l’epopea. Perché, a differenza delle partite di basket o di calcio, il ciclismo non può essere fatto “a porte chiuse”. Si corre in sfida con il virus o si sospende o si rinvia la gara.

Va aggiunto che una gara ciclistica non è solo un gruppo di biciclette, motociclette e automobili che si muovono tra due punti della mappa. Il rischio di contagiarsi potrebbe essere maggiore perché circa 300 persone che compongono una gara o una corsa a tappe arrivano da diversi paesi per tornare, dopo qualche giorno, ai loro punti di origine o ad altre zone per continuare ad allenarsi o a gareggiare.

Il ciclismo deve ora dare l’esempio per evitare situazioni che il ciclismo stesso ha in parte generato, come quelle che si stanno vivendo negli Emirati Arabi a seguito della cancellazione del Tour e della quarantena ad Abu Dhabi.

Forse la paura di un organizzatore di corse importante come quello responsabile del Giro d’Italia va oltre il possibile contagio in Italia. L’obiettivo è quello di evitare un’ulteriore quarantena o l’isolamento nel caso in cui da questo sabato 7 marzo si verifichi un nuovo caso di infezione con la Strade Bianche.

Alcune squadre si sono già fasciate prima di un possibile infortunio. Il Jumbo-Visma annuncia che non correrà, proteggendo la salute dei suoi corridori, proprio come ha fatto più tardi il Mitchelton-Scott. Education First lo ha fatto prima, chiedendosi cosa sarebbe successo se non avessero corso.

In questo caso eccezionale non dovrebbe succedere assolutamente nulla se non corrono, perché è una questione di buon senso e di buon senso. Ma il ciclismo si trova inconsapevolmente ad affrontare una situazione in cui deve mostrare un’unità che non finisce mai quando questo sport deve affrontare insieme questioni così importanti.

Pochi giorni prima della Strade Bianche, pochi parlano e il resto aspetta di vedere cosa succede o cosa fanno gli altri. L’epopea ne soffrirà, i puristi si arrabbieranno di nuovo e sicuramente non potremo vedere queste attraenti gare. Ma attenzione, se non potete o non dovete correre, non correte affatto. E se le squadre restano unite e affrontano insieme questa crisi, tanto meglio.

Un’altra opzione che avete se volete vedere il miglior ciclismo, è di prendere una delle biciclette dal negozio online Helliot Bikes e creare i vostri percorsi. In questo modo, oltre a divertirsi, si potrebbe riuscire a compiere qualche impresa epica.