Luglio 16, 2024

Guglielmo Paialunga legge “Pinocchio” nello splendido Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana a Roma.

Guglielmo Paialunga legge “Pinocchio” nello splendido Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana a Roma
 
Giovedì 3 Maggio 2018 alle ore 12,30, nella spettacolare cornice della Biblioteca Vallicelliana, nel complesso monumentale dell’oratorio dei Filippini, opera di Francesco Borromini a Roma, si è svolta una lettura no-stop del libro di Pinocchio, il capolavoro di Collodi, una versione integrale della prima edizione in volume del 1883, uno dei testi più tradotti al mondo che conta anche innumerevoli trasposizioni teatrali e cinematografiche. Questo straordinario testo poetico, come sottolinea la Direttrice della Biblioteca Vallicelliana, nella sua introduzione all’evento culturale, non è solo un romanzo educativo e di formazione per bambini ma una guida preziosa per gli adulti, poiché insegna a comprendere la propria natura e desideri, il valore dello sviluppo fisico ed intellettuale che educherà il bambino nella sua crescita per diventare un vero uomo. Alla lettura no-stop del testo, hanno partecipato gli studenti del primo, terzo e quarto anno del Liceo Scientifico Statale “Giovanni Keplero”.  A ciascun studente, come da programma, è stata assegnata la lettura di una porzione di capitolo del libro, uno stratagemma che ha coinvolto e responsabilizzato ogni studente/lettore che si è avvicendato al leggio con emozione ed impegno. Alle 15,00 prende posto al leggio Guglielmo, che con professionalità ed esperienza da voce alle emozioni del burattino Pinocchio, nel capitolo: “Pinocchio sull’isola delle api industriose” la platea degli studenti, che nel frattempo si era arricchita della presenza di nuove persone alcune delle quali candidate alla lettura del testo, ha ascoltano con interesse, attratta dalla capacità di Guglielmo di modulare la sua voce, equilibrando il movimento dei suoni a quello del significato con l’espressione del viso, coerente in ogni elemento con il testo. A fine lettura, Guglielmo mi confessa da Sociologo, che il significato di questo libro, riletto in età adulta, tende a risvegliare nell’essere umano, desideroso di comprendere quei processi mentali, a volte malsani e contorti, con cui nella vita, spesso ci si relaziona, la necessità di ricerca di validi meccanismi che regolano e nutrono l’anima dei molti “uomini burattini” che frequentemente si incontrano nella vita, capaci di prospettare spettacoli illusori e paradossali pur di sorprendere ed irretire le loro ignare vittime e soprattutto per difendersi da essi e sopraffarli con l’intelligenza. Le umane debolezze, molte delle quali ingiustificabili, vengono nel testo evidenziate ed analizzate, come per altro i vizi, le situazioni, le abitudini che creano dipendenza sollecitando l’uomo a sottrarsi dalla schiavitù dell’istinto, della convenienza, dell’omologazione, dell’omertà, dei pregiudizi, delle passioni malsane,  per approdare a quella “coscienza di sé” che fa di ogni essere umano, un bravo bambino, un bravo ragazzo un brav’uomo. Le molteplici avventure del burattino che si avvicendano con un ritmo sempre più incalzante, al punto da non consentire al lettore di rilassarsi un poco, per riprendersi dall’ultimo colpo di scena, esprimono lo stesso ritmo, gli stessi timori, le stesse emozioni, del “viaggio” che ciascun uomo, in un momento preciso della propria vita, intraprende per ritrovarsi, fuori dal chiasso delle convenzioni sociali e dei falsi valori, con il fine di conoscersi e approdare così ad una costruzione più serena, matura e cosciente, della propria personalità, della propria natura, dei propri limiti, dei propri sogni. Una operazione culturale e sociale di grande spessore che ha visto la partecipazione di oltre cento lettori/auditori che si sono incontrati e confrontati in questa sede spettacolare, per valorizzare la lettura come atto culturale e sociale, per esprimere le proprie componenti emotive e cognitive, per riflettere sui vari passaggi del testo e condividere le sensazioni e le emozioni messe in luce dalle parole che richiamano al significato del messaggio con il piacere dell’ascolto, al fine di esplorare le molteplici dimensioni di sviluppo per una più definita costruzione della propria identità e di ricerca di nuovi percorsi di apprendimento.

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