Guess Foundation Europe in difesa delle donne con il Demin Day Italia 2017

La Guess Foundation Europe, titolare del famosissimo brand di abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino, si schiera in favore delle donne, inaugurando nel mese di maggio il Demin Day Italia 2017, una serie di iniziative speciali contro la violenza domestica di genere,  squisitamente targate ”made in Italy”. Guess stringe alleanza con The Circle Italia Onlus, un’organizzazione no profit a sostegno delle donne che vivono in povertà nel mondo, portando il Demin Day nella Roma capitale e poi in tutta Italia: dopo una serata inaugurativa, si è avviata una campagna di raccolta fondi dal 20 al 27 maggio, destinata a sostenere “D.i.Re. – Donne in Rete contro la Violenza”, una rete di associazioni femminili che gestiscono centri anti-violenza sul territorio italiano.
Il Demin Day Italia 2017 è sostanzialmente una raccolta fondi a favore delle donne vittime di violenza domestica gestita da Guess Foundation Europe attraverso il proprio marchio: per ogni capo in denim venduto dal 20 al 27 maggio il marchio donerà 10€ a D.i.Re. per portare avanti iniziative di giustizia sociale. Il Denim Day è stato anticipato da un evento preludio a Roma il 4 maggio scorso nelle sale di Palazzo Barberini, sede delle Gallerie di Arte Antica. Alla  serata erano presenti il direttore creativo e presidente di Guess, Paul Marciano, e più di 300 ospiti tra personaggi del mondo dello spettacolo, giornalisti, politici.
In Spagna abbiamo raccolto 175 mila euro che sono stati poi donati alla fondazione Ana Bella che si occupa a tutto tondo del sostegno alle donne vittime di violenza, aiutandole anche a trovare un lavoro per ripartire da zero. Questo è un progetto che ci sta particolarmente a cuore e in cui crediamo davvero tanto”, ha sostenuto Marciano, il co-fondatore di Guess Abbigliamento e Accessori. I jeans in demin sono stati, da tempo, eletti a simbolo della lotta contro la violenza sessuale, dopo una sentenza choc della Corte Suprema italiana di tantissimi anni fa, che decise di revocare una condanna per stupro ad una donna poiché la vittima indossava un paio di jeans attillati che sarebbe stato impossibile, a parere dei magistrati, “sfilare senza il suo consenso”.
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