“Forbes” intervista Beatrice Trussardi: i progetti passati e futuri

“Forbes” intervista Beatrice Trussardi: i progetti passati e futuri

Dal 2003 Fondazione Nicola Trussardi si definisce nomade: non ha una sede fissa, ma porta l’arte tra i cittadini con opere di mecenatismo e riqualificazione urbana. Beatrice Trussardi ripercorre per “Forbes” le tappe fondamentali della sua esperienza alla guida della Fondazione e parla dei suoi attuali progetti.

Beatrice Trussardi

Beatrice Trussardi a “Forbes”: la vocazione “nomade” della Fondazione

“Nel 1996, mio padre, pioniere di progetti di ibridazione culturale nel fashion system, la concepì come incubatore di produzione culturale di carattere interdisciplinare. Quando nel 1999 ne presi le redini, domandai come poterla far evolvere”: Beatrice Trussardi, in una recente intervista a “Forbes”, parla così dell’inizio della sua avventura con Fondazione Nicola Trussardi. Dal 2003 la Fondazione si autodefinisce museo nomade, itinerante. “La nostra policy era ed è ancora quella di scegliere un luogo inaccessibile della città e di commissionare agli artisti un lavoro pensato appositamente per quello spazio”, ha spiegato l’imprenditrice. E ricorda l’esperienza di Palazzo Litta, in corso Magenta a Milano. “Abbiamo realizzato veri e propri progetti di arte pubblica, in spazi accessibili a tutti”: tra i più recenti c’è l’opera di Ibrahim Mahama, ai caselli daziari di Porta Venezia. I due edifici napoleonici sono stati ricoperti da tela di sacchi di juta. Beatrice Trussardi ha raccontato a “Forbes” altre esperienze importanti di ristrutturazioni di spazi: “Nel 2010 per la mostra Pig Island di Paul McCarthy abbiamo presentato una gigantesca opera inedita cresciuta nello studio dell’artista, vera summa dei suoi temi principali. Di Palazzo Citterio, antica dimora nobiliare che dopo il parziale restauro di Stirling giaceva in disuso, abbiamo scelto il piano interrato, riaprendolo al pubblico dopo 25 anni”.

Beatrice Trussardi: la collaborazione con Gioni e gli attuali progetti

Tino Sehgal, Pipilotti Rist, Paul McCarthy, Maurizio Cattelan: sono solo alcuni degli artisti contemporanei che Fondazione Nicola Trussardi si è impegnata a promuovere con i suoi progetti. Beatrice Trussardi lavora ormai da svariati anni al fianco di Massimiliano Gioni, Direttore della Biennale di Venezia nel 2013 e Direttore Artistico della Fondazione dal 2003. “Con Massimiliano ci ha accomunato sin dall’inizio il desiderio di intraprendere una sfida culturale del tutto nuova in Italia in quel momento. Data la continua mutazione degli artisti e degli spazi, il mantenimento dello stesso curatore ci assicura continuità di intenti e rafforza la nostra identità”. L’intervista a “Forbes” si conclude sulla figura di Beatrice Trussardi, i suoi impegni attuali, i suoi obiettivi futuri. Attualmente l’imprenditrice cura una galleria su Yoox, piattaforma online per la vendita di articoli di moda e design. Di recente è divenuta inoltre partner di “Scribit”, progetto frutto del lavoro di ricerca di Carlo Ratti del Massachusetts Institute of Technology. “La società”, spiega Beatrice Trussardi, “produce un robot che grazie all’artificial intelligence può disegnare e cancellare su muro, riproducendo qualunque immagine d’arte. Mio compito sarà commissionare ad artisti disegni originali destinati a essere usati dai singoli robot casalinghi. Anche questo progetto è ispirato a un’idea di accessibilità dell’arte a tutti”.