Davide Serra, finanziere alla guida del Fondo Algebris, interviene al FintechStage di Milano

Davide Serra, CEO di Algebris Investments, esprime il suo punto di vista sulle banche italiane, sul Brexit e sul FinTech, in un’intervista rilasciata in occasione della sua partecipazione in qualità di speaker al FinTech Stage di Milano.

Davide Serra, CEO di Algebris Investments

Davide Serra intervistato al FinTech Stage 2016

Giovedì 5 maggio, Davide Serra ha partecipato come keynote speaker al FinTechStage di Milano presso lo spazio Talent Garden. In tale occasione, il CEO di Algebris Investments ha concesso un’intervista al portale AdviseOnly. Parlando di Blockchain, ha dichiarato che "questa tecnologia è il futuro per le transazioni finanziarie. Sarà disponibile a livello globale, dando così la possibilità di accesso immediato ai propri dati, creando un registro pubblico (public ledger) e abbatterà di molto i costi sostenuti dalle banche per la protezione dei dati, che ad oggi ammontano a circa 800 miliardi di dollari l’anno, ovvero quasi l’1% del PIL globale". Secondo Davide Serra, l’impatto in tutti i settori, banche retail e assicurazioni in particolare, inizierà a sentirsi nel giro di cinque o dieci anni. "È positivo che aumenti la trasparenza, soprattutto per i clienti, che devono però essere in grado di capire le informazioni che si trovano di fronte, e non è sempre così". Il CEO di Algebris sottolinea inoltre che "in Italia il FinTech applicato ai mutui e alle assicurazioni è quello che ha avuto maggiore diffusione, perché in questi ambiti è facile comprendere. Ma le cose sono diverse nel campo degli investimenti, poiché non si ha la certezza di un ritorno e gli italiani hanno in genere un rapporto molto forte con chi si occupa del loro denaro". Parlando della Banca Popolare di Vicenza, afferma che "mentre tutti gli altri Paesi europei hanno ristrutturato il proprio sistema bancario dopo il 2009, qui si faceva finta che andasse tutto bene. Poi però i problemi sono arrivati tutti in una volta". Infine, Davide Serra offre la sua opinione sul referendum del 23 giugno, quando i cittadini britannici si pronunceranno sulla permanenza o meno nell’Unione Europea: "Il problema è che, come spesso succede, non sono stati spiegati bene gli impatti economici nel caso della Brexit, quindi disinformazione e populismo dilagano. Secondo me, alla fine, si voterà di rimanere nell’UE, o almeno è ciò che mi auguro".

Il percorso professionale di Davide Serra

Nato nel 1971 a Genova, Davide Serra si laurea col massimo dei voti all’Università Bocconi di Milano nel 1995. Successivamente, frequenta il Master CEMS e studia presso la HEC in Francia, la UCLN in Belgio e istituti superiori in Norvegia. Viene assunto da UBS nel gruppo di ricerca sulle banche, nel ruolo di analista senior. Grazie agli IPO eseguiti e a progetti M&A, il team da lui guidato viene inserito nelle classifiche di Extel e Institutional Investor, figurando tra i migliori analisti del periodo 1998-2000. Davide Serra ricopre poi il ruolo di Managing Director presso Morgan Stanley, coordinando i team di ricerca che si occupano di banche europee e internazionali. Nel 2006 crea l’hedge fund Algebris Investments, con sede a Londra, e di cui è attualmente Amministratore Delegato. Ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la nomina di "Young Global Leader" dal World Economic Forum e l’essere incluso tra gli analisti finanziari maggiormente influenti a livello europeo nel settore bancario (1999-2006). Nella sua vita privata, Davide Serra è uno sportivo doc e si dedica all’arrampicata e allo sci fuoripista, con un passato di giocatore tesserato di pallavolo. Inoltre, ha fondato l’associazione benefica "Hakuna Matata" assieme alla moglie, con lo scopo di aiutare gli orfani della parte centrale della Tanzania.