Commodity, non è solo l’oro a brillare. Corre anche l’argento

Commodity, non è solo l’oro a brillare. Corre anche l’argento

L’interesse dei mercati finanziari torna a farsi molto forte su alcune commodity, in special modo i metalli. Merito soprattutto della corsa dell’oro, che nella mattinata di lunedì ha raggiunto il suo nuovo massimo storico a quota 1940 dollari l’oncia. Il precedente primato resisteva dal 2011. Ma non è soltanto l’oro a brillare, anche l’argento sta volando. Anche di più rispetto al cugino più famoso.

La corsa dell’argento

commodityIl prezzo dell’argento è salito infatti ai massimi dal 2013, dopo aver raddoppiato le sue quotazioni rispetto ai minimi di marzo. si può vedere su tutti i broker regolamentati Consob. Attualmente scambia a 24 dollari. Va ricordato che il silver metal non è un bene rifugio in senso stretto, come il suo cugino più prezioso. Infatti è una commodity largamente utilizzata nell’industria, e quindi risente positivamente anche del parziale ripristino della produzione mondiale. Questo discorso vale soprattutto nell’industria di pannelli solari e nel 5G, perché l’argento è un ottimo conduttore.

Il rapporto con l’oro

La cosa interessante è che il rapporto tra i prezzi oro/argento supera al momento quota 80, nettamente sopra la media decennale di 65. Questo significa che c’è un grosso margine che fa pensare a una riduzione della forbice. In sostanza al momento l’argento rimane sottovalutato, e se l’oro corre allora dovrebbe farlo ancora di più l’argento, riducendo la forbice del rapporto tra le due commodity.

Nota tecnica: tra le varie candele grafiche che bisogna conoscere molto bene ci sono le candele Marubozu rialzista e ribassista.

Il ruolo del dollaro

Sotto questo punto di vista sarà importante vedere come si muoverà il dollaro nei prossimi mesi. Essendo la valuta di riferimento per le commodities, il dollaro debole innesca un aumento dei prezzi dell’oro e dell’argento, perché costano meno e quindi c’è maggiore richiesta.
Visto che l’allentamento monetario della Federal Reserve sembra destinato a proseguire a lungo, la debolezza del dollaro continuerà. Sempre che l’economia americana non riesca a venire fuori in modo improvviso e veemente dalla crisi, rendendo meno necessario l’accomodamento di Atlanta.