Alla scoperta dei rifrattometri

I rifrattometri sono uno strumento di misurazione ottica che servono ad indicare l’indice di rifrazione di una qualsiasi sostanza. L’indice di rifrazione di un materiale consiste in una grandezza, priva di dimensioni, che quantifica la diminuzione della velocità della propagazione delle radiazioni elettromagnetiche quando queste attraversano un materiale o sostanza.
A questo dato si aggiunge l’individuazione della variazione di direzione.
Specifici tipi di rifrattometri si utilizzano per misurare gas, sostanze liquide e soliti, siano essi trasparenti o traslucenti, come le gemme e i minerali.
Il rifrattometro può essere anche utilizzato per stabilire la natura di una sostanza sconosciuta, a partire dal suo indice di rifrazione, per determinare il grado di purezza di un materiale, e ancora per stabilire la percentuale di concentrazione di una sostanza contenuta in un’altra.
I rifrattometri vengono utilizzati per misurare lo zucchero presente nella frutta, i vegetali, i succhi e le bevande, il peso specifico dell’urina, la percentuale di proteine presenti nel sangue, i fluidi industriali e molti altri materiali e sostanze.
Permettono anche di determinare la purezza e l’eventuale presenza di sofisticazioni in prodotti alimentali, quali le bevande alcoliche, il burro, il latte e l’olio.
4 sono i principali tipi di rifrattometri presenti sul mercato: quelli portatili tradizionali, quelli portatili ma digitali, i rifrattometri da processo e quelli da laboratorio, chiamati anche di Abbe.
Il rifrattometro brix di Emme 3 offre un’ampia scelta di rifrattometri automatici da laboratorio, prodotti dlla nota casa Rudolph Research Analytical. Molti sono i modelli offerti, tutti disponibili in diverse versioni, a seconda dell’utilizzo a cui sono destinati.
Articolo scritto in collaborazione con Emme 3