Le foto di Mina Grasso, fotoamatrice napoletana impegnata da tempo in un progetto su uno dei borghi di pescatori più antichi di Napoli, saranno in mostra al Bar Veneruso di Sorrento dal 14 fino al 25 marzo 2018, raccogliendo il passaggio del testimone dall’amica, anche lei fotografa, Federica Lamagra, che ha tenuto in quel caffè di recente una prima personale. Gli scatti provengono una più ampia ricerca sul colore Giallo, nello specifico sul Giallo Napoli (anche conosciuto come Giallo Egiziano, o Giallo Antimonio), pigmento che risale all’antichità, molto utilizzato nel XVII°-XVIII° secolo nelle Arti e in Architettura.
Così come in altre città, a Napoli, il Giallo impiegato nella colorazione degli esterni dei palazzi arricchisce dicolore e dona luce alla città. Gli intonaci gialli si alternanocon il giallo del tufo, che ha stessa gradazione ma talvolta diversa intensità, e con il giallo della luce del sole.
Le foto scelte per l’esposizione sono ambientate nei quartieri di Chiaia e San Ferdinando, e in queste foto si ritrova per l’appunto, il colore Giallo dei palazzi e elle vie.
Lo studio prende spunto,in parte dal Viaggio a Napoli di Johann Wolfgang Goethe, che nel corso della sua visita a Napoli da febbraio a giugno del 1787 osserva estasiato “la solita architettura napoletana, piena di gaiezze come i suoi colori”ma anche piena di contraddizioni e sovrapposizioni, anche di natura stilistica, a tratti stravaganti, ma perfettamente armonici.
Scrive Goethe “ se io non provassi tale simpatia per tutto ciò che è conforme a natura e se non vedessi che, nel disordine apparente, si possono confrontare e riordinare mille osservazioni, a quel modo con cui il geometra controlla mediante una sola linea trasversale molte singole misure, io stesso mi crederei uno stravagante[da “Viaggio a Napoli” 1787 di Johann Wolfgang Goethe]”.
Sempre Goethe nel saggio “La teoria dei colori” (in tedesco Zur Farbenlehre) del 1810,definisce il Giallo,come il colore più prossimo alla luce, che allo stato di massima purezza contiene qualità di serenità e gaiezza. Sensazioni che lo scrittore avverte passeggiando per le strade di Napoli: “quanto non vi sarebbe a dire, se si volesse tutto narrare! Se non che, non è fatta né per narrare né per descrivere, …, passeggiando per le strade, per le piazze, a Chiaia..”
Nel saggio Goethe spiega“ i colori non sono «primari», ma consistono in un offuscamento della luce, o nell’interazione di questa con l’oscurità. Così, il giallo è una luce che è stata attenuata dalle tenebre; mentre il blu è un’oscurità indebolita dalla luce”.
Il colore Giallo puro è piacevole come elemento ambientale, e Napoli ne viene invasa. Così, “l’occhio viene allietato, il cuore si allarga, l’animo si rasserena dandoci un immediato effetto di calore”.
Mina Grasso nasce nel marzo del 1972 a Napoli, dove vive e lavora. Dopo la laurea in Economia, giovanissima inizia a occuparsi di editoria, per Electa, e indirizza la sua formazione verso il settore dei Beni Culturali e dell’Arte, ambiti nei quali si specializza fino a diventare Coordinatore di Librerie d’Arte. Da 20 anni si occupa delle Librerie Museali di Electa.
La passione per la foto, fin da bambina, la porta negli ultimi 10 anni ad approfondire lo studio della Fotografia. Partecipa a corsi, workshop e intraprende con dedizione un percorso artistico che convive felicemente con il suo lavoro.
Appassionata di tutte le Arti, dalla fotografia, alla pittura,alla contemporanea in tutte le sue espressioni, frequenta da molti anni il mondo delle Gallerie e dei Musei, ed è amica di galleristi e di artisti. Acquista anche opere, e possiede una piccola collezione.
Espone i suoi scatti in alcune collettive, ha vinto premi, è iscritta ad alcune associazioni di settore.Scatta da sola, e durante workshop con fotografi professionisti e ad artisti.
