Aprile 19, 2026

Le ragadi anali si possono contrastare con le fibre alimentari

In confronto ad altre patologie anorettali, le ragadi non sono la problematica di salute più grave in ambito proctologico. Tuttavia non bisogna sminuirla, dal momento che chi ne soffre deve fare i conti con un peggioramento della qualità della vita talvolta non indifferente.
Le ragadi a livello anale altro non sono che piccole lacerazioni che interessano lo sfintere; formandosi tra le sue pliche raggiate, si tratta di taglietti molto dolorosi – la zona è infatti ricca di terminazioni nervose – e di difficile guarigione.
Ogniqualvolta la zona dello sfintere è interessata dal passaggio delle feci, i tagli tendono a riaprirsi; di conseguenza la cicatrizzazione risulta lenta e difficoltosa. Inoltre il dolore che si avverte nelle parti intime spesso tende a comparire anche a distanza di diverse ore dalla defecazione, riacutizzando il fenomeno proprio quando si pensava di essersene liberati.
La prevenzione delle ragadi anali è sicuramente la strategia più utile da mettere in campo, sia per chi in passato ne ha sofferto che per le persone che non intendono essere colpite da tale disturbo.
Attraverso un’adeguata assunzione giornaliera di fibre si potrà determinare un ammorbidimento delle masse fecali e un loro miglior transito attraverso lo sfintere, prevenendo la comparsa delle lacerazioni.
Frutta, verdura sia cotta che cruda e cereali di tipo integrale sono ricchissimi di fibre, ma per chi cerca un’integrazione naturale potrà anche contare su prodotti prebiotici come ad esempio il FIBRAID® GEL prodotto da THD che assicura elevati apporti di fibre all’organismo contribuendo a soddisfarne i fabbisogni.
 

Related Post