Aprile 18, 2026

Anche se negli ultimi decenni sono stati fatti molti passi in avanti per rendere più trasparente e chiaro il rapporto medico-paziente, ancor oggi purtroppo vi sono diverse  patologie delle quali le persone tendono a non parlare.
Fra di esse troviamo le emorroidi, disturbi fastidiosi che possono colpire con diversi livelli di gravità. Uno dei sintomi più indicativi della presenza di tale disturbo proctologico è il sanguinamento che, pur potendo essere ascrivibile anche ad altre cause, in oltre il 50% dei casi è riconducibile proprio alle emorroidi – contro il 18% delle ragadi anali e il 7% delle lesioni della zona perianale.
Il problema delle emorroidi che sanguinano può avere conseguenze estremamente deleterie per la salute della persona: oltre al fastidio e al dolore, infatti, nei casi più gravi queste perdite possono causare anemia.
Intervenire sullo stile di vita incrementando l’attività fisica, le fibre introdotte con l’alimentazione di ogni giorno e i consumi di acqua è un passo fondamentale per ridurre le problematiche a livello emorroidario, ma se ciò non portasse a risultati apprezzabili è da considerarsi anche l’approccio chirurgico.
Col metodo THD Doppler viene ridotto l’afflusso di sangue verso le emorroidi, che si sgonfiano e quindi non causano più dolore e sanguinamenti; inoltre, in caso di eventuale prolasso, le emorroidi vengono riportate nella loro sede anatomica originaria. Per saperne di più sull’efficacia comprovata del THD Doppler, sicuro e mini-invasivo, basta visitare il sito thdlab.it.
 

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