Maggio 19, 2026

Acquisti record sui mercati azionari emergenti. E anche le valute corrono

L’ottimismo riguardo un possibile accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti ed Iran aveva spinto di recente i mercati azionari globali, perché ha riportato l’appetito verso gli asset rischiosi. Gli acquisti record hanno riguardato soprattutto i paesi emergenti dove le quotazioni hanno toccato nuovi massimi storici.

I numeri sugli acquisti record

mercati emergentiL’indice di riferimento per i mercati azionari dei paesi emergenti è l’MSCI Emerging Markets. Ebbene quando le speranze di pace sono cresciute notevolmente, gli acquisti record lo hanno spinto ben oltre la soglia di 1700 punti.

Rispetto al punto più basso toccato a marzo scorso, quando gli investitori vendevano gli asset più rischiosi causa del forte aumento del petrolio e del rafforzamento del dollaro, l’indice è cresciuto del 22%, molto di più rispetto agli indici di Wall Street.

Il principale driver del rally

Gli acquisti record sui mercati azionari emergenti derivano soprattutto dalla corsa dei titoli tecnologici asiatici, come Taiwan Semicondutor Manufacturing Co., che rappresentano una quota molto importante dell’indice e stanno continuando a crescere grazie maggiori investimenti nell’intelligenza artificiale. Ma si deve anche alla società sudcoreana Samsung Electronics, la cui capitalizzazione di mercato ha superato la soglia dei 1000 miliardi di dollari.

Anche le valute emergenti ringraziano

Un’altra conseguenza della possibile pace in Medio Oriente e del ritorno dell’appetito a rischio si sta vedendo sulle valute emergenti. Il Won sudcoreano si è rafforzato del 2% sul dollaro, registrando la performance migliore tra tutte le valute emergenti rispetto al biglietto verde. Il suo indicatore alligator trading ha aperto le fauci ed è pronto a mangiare.

Se la valuta sudcoreana è quella che ha spinto di più, anche altri valute emergenti – perfino in Europa – sono cresciute notevolmente. Guadagni sostanziosi sono stati registrati sul Fiorino ungherese e lo Zloty polacco. Le uniche perdite sono state quelle del Leu rumeno, che è stato penalizzato dalla crisi politica scoppiata nel paese.

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