Anche se il tema dominante per i mercati continuerà ad essere la guerra nel Golfo, questa sarà anche la settimana in cui diverse banche centrali decideranno sui tassi di interesse. Sotto i riflettori c’è soprattutto la banca centrale USA.
Cosa aspettarsi sui tassi di interesse
Gli eventi in Medio Oriente hanno chiaramente cambiato le prospettive nelle ultime settimane, perché la crisi energetica fa temere una nuova impennata dell’inflazione. Ciò condiziona inevitabilmente le mosse delle banche centrali, che fino a poco tempo fa sembravano destinate a ritoccare i tassi di interesse al ribasso.
Per la Federal Reserve c’è inoltre un ulteriore motivo di interesse, visto che si avvicina il cambio al vertice con il comando che andrà a Kevin Warsh. Il rapporto tra l’attuale governatore Powell e Trump è stato estremamente conflittuale, perché il presidente USA avrebbe voluto dei tagli dei tassi anche in questo contesto turbolento, ma Powell dovrebbe lasciare il costo del denaro invariato tra il 3,5% e il 3,75% in questa sua ultima riunione.
Il futuro della banca centrale USA
Anche se la mossa di questa settimana appare scontata, è invece incerto quello che la FED deciderà di fare in futuro. Trump continuerà a chiedere un allentamento della politica monetaria statunitense, ma anche il futuro governatore ha sottolineato l’importanza di avere una banca centrale indipendente. Tuttavia Kevin Warsh ha anche criticato il suo predecessore per l’eccessivo interventismo della Fed nelle questioni economiche americane soprattutto attraverso il quantitative easing.
Il mercato vede tutto fermo per il 2026
Secondo gli operatori di mercato, la prospettiva più concreta è che la Federal Reserve manterrà i tassi di interesse invariati per tutto il 2026, mentre potrebbe aumentarli il prossimo anno, nonostante i rischi economici derivanti dal conflitto in Medio Oriente.
Tuttavia neppure utilizzando i migliori indicatori forex si potrà prevedere cosa succederà al dollaro e alla politica monetaria USA, perché le scelte saranno più che mai guidate dai prossimi dati in arrivo, in particolar modo dal mercato del lavoro, che finora si è dimostrato molto resiliente.

