Grazie alla chiusura superiore ai 44.4 punti registrata martedì, l’indice FTSE MIB ha raggiunto i livelli massimi dal 2001, portando il bottino complessivo di quest’anno al 30%. Dopo aver chiuso il 2024 con guadagni del 12,6% e il 2023 con un aumento del 28%, per il principale indice di borsa italiano anche il 2025 quindi si conferma un anno d’oro.
La conta dei guadagni
L’indice FTSE MIB misura la performance delle 40 azioni italiane più liquide e capitalizzate della borsa milanese. Tra tutti gli indici europei, fino a ieri era l’unico che con i suoi guadagni non era riuscito a recuperare integralmente gli effetti della grande crisi finanziaria 2007 -2009, scoppiata a seguito del fallimento di Lehman Brothers. Ebbene, da ieri anche il principale listino milanese riuscito a tagliare questo traguardo. Meglio tardi che mai.
Il confronto con il resto d’Europa
La performance dell’indice milanese è decisamente migliore di quella del più ampio indice Stoxx Europe 600, che quest’anno si ferma al 14%, ma comunque abbastanza da trovarsi sui suoi massimi storici. Piazza Affari è stata migliore anche di Francoforte, dove l’indice DAX ha segnato una crescita del 21%, così come ha fatto il FTSE100 di Londra. Meno bene è andata Parigi, dove il principale listino azionario ha realizzato guadagni soltanto del 10% a causa della turbolenza politica vissuta dal Paese. L’unica piazza europea che è riuscita a fare meglio di Milano è stata Madrid, con l’indice Ibex che quest’anno è cresciuto del 41%.
Il confronto con Wall Street
La corsa dell’indice azionario di Milano, sebbene notevole, viene comunque oscurata dalle straordinarie performance degli indici di Wall Street. A New York ormai si viaggia a medie spaventose per quanto riguarda i massimi storici, che vengono aggiornati di frequente grazie soprattutto al rally dei titoli tecnologici (in special modo quelli legati all’intelligenza artificiale). L’indice NASDAQ quest’anno ha avuto guadagni il 21% e vale più o meno 5 volte quello che valeva a febbraio 2001.
Occhio però all’euforia che certi numeri può ingenerare negli investitori, perché un mercato azionario Non può essere perennemente rialzista E talvolta gli scivoloni possono essere anche improvvisi e disastrosi.

