Negli ultimi giorni la situazione in Medio Oriente si è surriscaldata a livelli estremi. La tensione tra Israele e Iran ha già fatto sentire i suoi effetti sulla quotazione del petrolio, che anche nei prossimi giorni rischia di vivere forti ondate di volatilità.
L’incertezza geopolitica e la quotazione del petrolio
La settimana scorso Stati Uniti e Iran stavano cercando di raggiungere un accordo sul tema degli armamenti nucleari di Teheran . Tuttavia i progressi erano stati blandi e poco incoraggianti. Le discussioni avevano avuto un effetto negativo sulle quotazioni del petrolio, perché la speranza di un accordo faceva immaginare la rimozione parziale delle sanzioni contro l’Iran, che quindi avrebbe potuto ricominciare a immettere il suo petrolio sul mercato.
Dopo i raid aerei di Israele per colpire i siti di rilevanza nel programma nucleare dell’Iran, l’escalation di tensione ha raggiunto picchi estremi nell’intera area, spegnendo anche l’ottimismo sui colloqui tra Stati Uniti e Iran, malgrado Washington abbia da subito negato ogni coinvolgimento in questi attacchi.
La fornitura di petrolio a rischio
La nuova situazione ha innervosito il mercato petrolifero. Gli investitori temono che la fornitura di petrolio sia a rischio significativo. Ricordiamo che l’Iran è un produttore significativo, visto che genera circa 3,3 milioni di barili di greggio al giorno. Metà di questi li esporta.
Un’interruzione delle forniture da parte di Teheran spingerebbe con forza al rialzo la quotazione del petrolio, come è successo negli giorni scorsi. Giovedì i prezzi sono saliti di circa 8% nel giro di poche ore. Brent e WTI si sono riportati oltre la soglia dei 70 dollari per barile, e non sono più scesi sotto (per quotazioni aggiornate si vedano soltanto Consob broker autorizzati e siti trading).
Il rischio di allargamento del conflitto
A creare grandi incertezze per sul mercato è l’ampio ventaglio di possibilità riguardo all’interruzione delle forniture. Ciò impedisce ai lagging indicator di fornirci una panoramica attendibile. Bisogna andare a vedere quali asset verranno colpiti dagli attacchi israeliani, e se ci sarà un interruzione del trasporto attraverso lo stretto di Hormuz, tra il golfo di Oman e il Golfo Persico. In quest’ultimo caso l’impatto sulla quotazione del petrolio potrebbe essere davvero notevole, tanto da far lievitare il prezzo del barile di decine e decine di dollari.

