Con l’intervento di otoplastica si indica l’intervento correttivo delle orecchie a sventola, (difetto congenito) il cui scopo è quello di modificarne l’aspetto, che riguarda adulti e bambini.
Questa deformazione, crea problemi di natura psicologica notevole nei pazienti. Fasciature o cuffiette non risolvono il problema, l’unico modo per porvi rimedio è solo l’intervento chirurgico, il quale non potrà essere eseguito prima dei sei anni di vita. Grazie a questo intervento, oltre al riposizionamento corretto in sede è possibile ripristinare le normali curvature dell’impalcatura cartilaginea delle orecchie.
L’otoplastica è considerato uno tra gli interventi più sicuri, perché privo di effetti collaterali e particolari controindicazioni, la funzione uditiva non sarà in alcun modo compromessa, si ritorna alla propria vita sociale e lavorativa entro 2 giorni. Per un adulto l’intervento può essere eseguito in anestesia locale con lieve sedazione, mentre per i bambini dai sei ai dieci anni, è consigliabile quella generale. Fondamentale, la visita pre-operatoria con il chirurgo plastico.
L’intervento dura circa un’ora, verrà praticata un’incisione lungo il solco retro-auricolare, che non sarà visibile nel post-operatorio. Questo intervento viene eseguito in tutta sicurezza in day hospital, pertanto non è previsto il pernottamento. Il disagio del post-operatorio prevede una fasciatura compressiva per le prime 48 ore, poi è necessario indossare una fascia tipo tennista per circa 3 settimane solo la notte.
Questa fascia ha la funzione di proteggere il paziente da eventuali traumi, anche banali senza rendersene conto; inoltre per almeno la prima settimana è opportuno farsi aiutare da qualcuno per la detersione e la medicazione vista la fastidiosa posizione della cicatrice.
Se invece l’otoplastica mira alla ricostruzione auricolare o alla riduzione dell’orecchio, le cicatrici saranno visibili perchè poste sulla porzione anteriore dello stesso. Una di queste deformità spesso riscontrate è il cosi detto orecchio a cavolfiore (tipica dei giocatori di rugby) che sviluppano infiammazioni al pericondrio per via del continuo sfregamento nelle mischie di gioco.
Anche in questo caso nessuna difficoltà viene riscontrata per la ricostruzione estetica, con la consapevolezza che l’orecchio non debba più subire traumi.
Per risultati soddisfacenti è sempre opportuno far riferimento a chirurghi esperti di provata competenza.
Dott. Raffaele Rauso
