Aprile 18, 2026
  • Banche: i misteri di banca UBAE. Un paese ormai soggiogato dalla cupola bancaria da l’idea del suo asservimento dalla poca trasparenza con cui viene veicolata l’informazione.Lo rende noto Gilberto Di Benedetto presidente del movimento sdebitalia nato per contrastare il fascismo bancario che impone regole monopolistiche dalla evidente natura vessatoria e incostituzionale.A sostegno di questa tesi il Dott Omar Monzeglio segnala la scarsa trasparenza del governo Italiano su banca UBAE affermando in una nota che:L’Italia è davvero un Paese particolare.
    Sul piano strettamente finanziario, tra gli Stati membri dell’UE, l’Italia è uno dei Paesi con le norme bancarie e finanziarie più restrittive e più regolamentate.
    Ciononostante, le cause bancarie e finanziarie stanno lievitando, considerevolmente, dopo l’introduzione della L. 108/96 c.d. “antiusura” e successive modifiche e integrazioni, il che pone dei seri dubbi riguardo la funzionalità dell’attuale norma e la sua rispondenza all’annoso problema dell’usura bancaria e non bancaria.
    A fianco dell’impianto normativo antiusura esistono altre strutture legislative finalizzate al contrasto dei reati finanziari: tra queste, giova ricordare la normativa sull’antiriciclaggio, sull’autoriciclaggio e sulla lotta al terrorismo.
    Ciò preliminarmente osservato, è interessante evidenziare che le attività finanziarie di qualunque soggetto sono sottoposte a diversi gradi di verifica e di controllo, talvolta anche capillari, sulla base della tipologia di operazione bancaria e finanziaria effettuata, e in base anche al soggetto che l’ha compiuta.
    In Italia esiste una banca, italiana, che ha specifici e consolidati rapporti con i Paesi CIS, con gli Stati nordafricani e sud-sahariani e mediorientali: questo intermediario finanziario si chiama Banca UBAE.
    Nulla di irregolare, nulla da eccepire a questa banca.
    Però, il punto di osservazione è diverso, perché, recentemente, abbiamo assistito a un cancan televisivo di politici che hanno fatto passerella in TV, richiamando supposte ingerenze francesi nelle economie dei Paesi africani che avrebbero una moneta coloniale.
    Senza voler entrare nel merito, sarebbe il caso di evidenziare a questi nostri politici che, in casa nostra, abbiamo questa banca, la UBAE, per l’appunto, che ha rapporti finanziari diretti e intensi con questi Paesi e con altri i cui governi sono sotto la lente di attenzione a livello mondiale da un punto di vista politico.
    Inoltre, giova evidenziare che tra gli azionisti principali di questa banca vi sarebbe UniCredit, Intesa Sanpaolo, ENI e una società di Banca MPS.
    Per fare un esempio, si legge dall’Agenzia Reuters (https://www.reuters.com/article/us-usa-court-iran-idUSKBN1ZC1II) che la Suprema Corte americana avrebbe disposto un sequestro di proventi obbligazionari della banca centrale iraniana che sarebbero depositati presso banche estere, tra le quali figurerebbe la Banca UBAE che, per giusta precisione, si sarebbe opposta al sequestro in oggetto.
    Sempre nell’Agenzia della Reuters sopra richiamata, la Suprema Corte americana avrebbe emesso il dispositivo di sequestro avvalorandosi di una recente legge emanata dal Presidente U.S.A. Donald Trump che autorizzerebbe il sequestro di fondi ubicati all’estero, se riferiti a ipotesi di collegamento ad atti ed eventi afferibili e inquadrabili nel concetto di “terrorismo”.
    Il sequestro menzionato dall’Agenzia Reuters di gennaio u.s., emesso dalla Suprema Corte americana, sarebbe stato operato come risarcimento danni ai familiari dei 231 operatori americani uccisi a seguito dell’attentato terroristico del 1983 a Beirut, dopo un excursus legale nelle corti americane.
    Inoltre, parrebbe che questa richiesta di sequestro da parte degli Stati Uniti d’America, anche contro Banca UBEA, non sia il primo, perché già si sarebbe assistito a precedenti sequestri per il caso Gheddafi e, ancora prima, per l’attacco terroristico dell’11 settembre, quest’ultimo poi revocato pochi anni fa.
    Partendo dal presupposto della correttezza dell’operato di Banca UBEA nel rispetto di tutte le norme bancarie e finanziarie, italiane, europee e mondiali, resta d’interesse sapere se vi sarebbero stati politici italiani che siano intervenuti a difesa della sovranità nazionale e degli interessi del Paese nel tutelare una banca italiana da sequestri ordinati da Paesi stranieri, soprattutto se motivati per ragioni attinenti a eventi terroristici.
    Inoltre, a latere dell’esistenza, o meno, dell’interessamento del Governo sui fatti qui evidenziati, resta incomprensibile come le norme bancarie e finanziarie dell’Unione Europea e delle nazionali possano, al contempo, contrastare sulla carta attività contrarie alle norme e, simultaneamente, non intervenire preliminarmente rispetto a dispositivi di sequestro di origine extra europea, proprio per scongiurarli.
    In effetti, si suppone che la disposizione internazionale di un sequestro di beni in banca per ragioni di risarcimento danni per atti terroristici non sia un evento ordinario e neppure di poca importanza, anche sotto il profilo diplomatico e politico internazionale, e considerando che tale dispositivo sia frutto della Suprema Corte americana, con tutto il rispetto delle Corti degli altri Paesi, per via della rilevanza del peso politico internazionale che hanno gli U.S.A.
    Dunque, la sola notizia che vi sarebbe stata una disposizione di sequestro di fondi sovrani per motivi risarcitori a fronte di atti per terrorismo internazionale e che una delle banche oggetto di tale dispositivo sarebbe una banca italiana, si crede che questo evento dovrebbe essere oggetto di relazione in Parlamento e di verifica dei fatti, per via della gravità della notizia.
    Purtroppo, ad oggi, non risulterebbero interpellanze parlamentari su questo evento, il che lascia sconcertati.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *