Un nome, un cognome, l’arte assimilata fin da piccolo. Yuri Salvatore, figlio di Federico Salvatore, cantautore partenopeo, dopo averci abituati al suono delle sue riflessioni in musica, dal 2016 con la pubblicazione del primo lavoro “Musicista di quartiere” fino a “Tra sogni e realtà”, ultimo album del 2019, non ha smesso di stupirci. non solo nella musica, ma ultimamente, si è fatto conoscere anche come virtual actor, con diversi lavori sul web. con l’attrice e sceneggiatrice Eleonora Lentini, nel 2018 forma “Artisti Di Cuore Projet”, un duo che nel tempo libero recita scene tratte da diverse fiction. durante questa esperienza progettano “La rinascita”, film-radiodramma di prossima pubblicazione, dove mettono in campo realtà e fantasia. Salvatore nel frattempo partecipa allo sceneggiato “Passioni senza fine2.0″diretto dal noto regista Giuseppe Cossentino. durante la lavorazione de “La rinascita”, scrive in poo tempo insieme al suo fedele amico e collaboratore Marco Novelli, “La truffa”un cortometraggio audio sul mondo dei social. come ci dice nella conversazione di seguito, Yuri ha scelto la chiave degli audiodrammi, dando valore ad un formato preso poco in considerazione. in più ci ha rivelato qualcosa in merito ai prossimi progetti, sia virtuali che musicali.
oltre che il suo enorme desiderio, di concentrarsi più sul portare avanti le sue radici, proteggendone la dignità, come suo padre Federico, fa da diversi anni nel teatro canzone. un degno erede, senza nulla togliere ai suoi fratelli, che più di tutti gli altri porta avanti la linea di pensiero disuo padre, e di tutti quei napoletani che restano fedeli ad una napoli, eternamente fedele a se stessa. apparentemente perduta nel tempo, ma sempre viva nel cuore dei veri appartenenti all’alta categoria.
Che differenza c’è, tra te, e i personaggi dei tuoi ultimi lavori come attore emergente?
La cosa che ci rende diversi, è che loro sono nati da una penna, mentre io sono nato da due genitori. scherzi a parte, cerco sempre di crearmi personaggi su misura. ne “La rinascita”interpreterò Bicio, un musicista libero, napoletano, forse rispetto a me è più sicuro di se. ne “La truffa”sono Salvatore, ingenuo ma sveglio, e soprattutto innamorato di una donna bellissima. quì posso dire che ho scelto di scrivermi un personaggio ispirato esclusivamente a me, in quanto come compagna, ho realmente una ragazza bellissima, che poi è colei che interpreta il ruolo di Natalia.
Ne “La truffa”abbiamo visto in azione anche Marco Novelli, con cui hai scritto questo corto. come giudichi il suo personaggio e la sua impronta?
Marco ed io abbiamo scritto il suo personaggio ispirandoci alla sua romanità. posso dire che ha dato l’impronta giusta, ed è stato anche un voluto omaggio ai poliziotti romani dei film anni 70 80. Carlo ne “La truffa”, è un misto tra il mitico Nico Giraldi di Tomas Milian, e l’altrettanto mitico Er monnezza, ladro e simpaticissimo maestro di parolacce. mettiamoci anche che Marco ha vissuto e assaporato quella romanità, che alla fine resta.
Ultimamente durante le dirette social di tuo papà Federico abbiamo sentito anche tuo fratello Fabrizio, che a quanto pare ha serie intenzioni artistiche. cosa gli consigli da “fratello maggiore”?
Fabrizio promette bene, il suo battesimo ufficiale lo ha fatto con “Bella ciao”e già questo mi rende felice, è un piccolo liberista, come me. ma tralasciando questa piccola battuta, sono sicuro che può sbocciare. gli consiglio di perfezionarsi usando molto di più l’anima che la tecnica, e di tener d’occhio sempre i più grandi da cui noi più ragazzi prendiamo sempre ispirazioni e spunti. gli auguro di far bene e chissà, magari entrambi daremo filo da torcere a molti in futuro.
Tornando al tuo percorso. “La rinascita”sarà il prossimo lavoro ad essere pubblicato sui social. una compagnia di attori emergenti ed amici, come sono stati i giorni di lavorazione, e cosa pensi che attirerà di più o di meno di questo film?
Probabilmente attirerà meno il fatto che sia un radiodramma, perchè oggi come oggi, è un mezzo troppo messo da parte. di sicuro mi auguro che piacerà la storia, i personaggi, come chi li interpreta. abbiamo lavorato anche e soprattutto con l’emergenza in corso, e quello che ricorderò, aimè, sarà anche l’angoscia di questi giorni. concentrati ma preoccupati per ciò che è avvenuto. ma anche cose belle, come il primo giorno di registrazioni, e come quando, insieme a Marco abbiamo scritto e riveduto i dialoghi. tutti i ragazzi son stati eccezionali, da Michela Barilli, che consiglio di tenere d’occhio, che ha dato la giusta impronta al personaggio di Nadia Beneventi, ad Eleonora Lentini nel ruolo della dottoressa, Angelina Mikhaleva, la mia amatissima, insomma. ognuno mi ha dato a suo modo delle belle emozioni, e spero che il pubblico le percepirà.
Continuerai sulla strada dei radiodrammi? e cosa dobbiamo aspettarci da Yuri Salvatore, nei prossimi progetti?
Aspettiamoci di tutto. continuerò in primis con la musica, e a fare musica. per quanto riguarda i film radiodrammi, anche se come ho detto in precedenza ho una valanga di idee, sto assimilando e maturando il pensiero di concentrarmi molto di più sulle mie radici. voglio raccontare Napoli, la mia Napoli ed il mio orgoglio di essere napoletano, coinvolgere chi come me va fiero nonostante i problemi di appartenere ad una città ed una terra che ha corsi e ricorsi storici. sto già buttando giù delle piccole cose, sempre ambientate e rivolte ad un popolo. nel mio piccolo anche se correrei il rischio di limitarmi ad una parte di pubblico, ma mi piacerebbe rientrare in quelli che sono considerati portatori di napoletanità.
Napoli tra fiction e film, e i suoi stereotipi. quali sono i lati positivi dell’operato degli sceneggiatori e registi?
Ci sono serie tv che guardo con passione, in quanto Napoli ed i suoi abitanti vengono descritti “bellamente”anche nelle amarezze. altre invece che sono un pugno nello stomaco. mi rendo conto che non bisogna mettere mai la testa nella sabbia, cattive realtà ce ne sono e ce ne saranno sempre in ogni luogo e vanno messe in conto. ma c’è modo e modo, anche di raccontare. ultimamente è uscito un film sulla tifoseria del Napoli, che mi ha fatto male. ma il problema è mio, sono troppo un sognatore e assetato di giustizia per accettare che il male vince contro i deboli e l’innocenza. mi piacerebbe che venisse raccontata una napoli quasi “dimenticata”, quella dei venditori ambulanti che magnificavano la merce, quella con cui son stato abituato a forza di aneddoti e storie, ma anche istruttiva per noi ragazzi.
